domenica, Maggio 24, 2026

Trump propone all’Ue dazi al 10%. “Con alcuni Paesi faremo accordi, altri dovranno pagare”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che l’Ue “si è comportata male” nei confronti degli Stati Uniti negli ultimi anni e ha suggerito che “molto presto” i paesi europei finiranno per “imparare”, sostenendo che Washington avrebbe il sopravvento in una guerra commerciale: “Abbiamo carte molto migliori delle loro”. Trump, apparso davanti ai media nello Studio Ovale in occasione della firma di un accordo tra Ruanda e Repubblica Democratica del Congo, ha nuovamente riproposto la teoria secondo cui “l’Ue è stata creata per trarre vantaggio dagli Stati Uniti in materia commerciale”, nonostante abbia poi affermato che Usa e Ue hanno un “buon rapporto” anche in quella che ha riconosciuto essere una situazione “difficile”. Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent ha affermato in un’intervista a Fox Business che alcuni negoziati si estenderanno oltre la scadenza del 9 luglio, data in cui termina la sospensione dei dazi “reciproci” annunciata dal presidente, e potrebbero essere conclusi entro il  primo settembre, giorno festivo del Labor Day. Bessent ha ricordato che con Regno Unito e Cina l’intesa è già stata raggiunta e ha parlato di “proposte molto buone” da altri Paesi. “Abbiamo 18 importanti partner commerciali… Se riusciamo a siglare 10 o 12 dei 18 accordi più importanti, ci sono altri 20 rapporti importanti, quindi penso che potremmo concludere gli accordi commerciali entro il Labor Day”, ha spiegato. “L’Ue imparerà presto a non essere cattiva con noi”. E’ l’avvertimento di Donald Trump che ha accusato l’Ue di avere “molte tasse ingiuste” contro le aziende americane. “Sono molto cattivi”, ha aggiunto il presidente. “L’Ue è stata creata per danneggiare gli Stati Uniti”, ha aggiunto. “Economicamente abbiamo un potere enorme sul Canada. Preferirei non usarlo” ma ha agito “stupidamente” con la digital tax che “non funzionerà nemmeno per l’Europa e non funzionerà bene per il Canada”. Lo ha detto il presidente americano, Donald Trump, nello Studio Ovale. Donald Trump ha annunciato l’interruzione immediata di tutti i colloqui commerciali con il Canada, in risposta all’introduzione da parte di Ottawa di una tassa sui servizi digitali che colpisce le grandi aziende tecnologiche americane. “Ci è stato appena comunicato che il Canada, un Paese con cui è molto difficile commerciare, incluso il fatto che per anni ha applicato ai nostri agricoltori dazi fino al 400% sui prodotti caseari, ha appena annunciato che introdurrà una Digital Services Tax sulle nostre aziende tecnologiche americane, il che rappresenta un attacco diretto e sfacciato al nostro Paese”, ha scritto Trump su Truth Social.
“Stanno ovviamente copiando l’Unione Europea, che ha fatto la stessa cosa e con cui siamo attualmente in discussione. In base a questa tassa oltraggiosa, annunciamo la cessazione di tutte le discussioni sul commercio con il Canada, con effetto immediato”, ha proseguito il presidente, che ha infine avvertito:”Faremo sapere al Canada quale sarà il dazio che dovranno pagare per fare affari con gli Stati Uniti d’America entro i prossimi sette giorni. Grazie per l’attenzione a questa questione!”. Il presidente Donald Trump ha invitato “a tornare a scuola di economia” coloro che vedono nei dazi una minaccia di recessione. “Abbiamo guadagnato” ha aggiunto “88 miliardi di dollari in dazi, sta entrando molto denaro ma, cosa più importante, le compagnie stanno trasferendo da noi i loro impianti, come quelle automobilistiche”. “L’Unione Europea e gli Stati Uniti ritengono di poter raggiungere una qualche forma di accordo commerciale prima della scadenza del 9 luglio, data in cui Washington dovrebbe imporre una tariffa del 50% su quasi tutti i prodotti dell’UE e il blocco prevede di scatenare una propria serie di contromisure. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha detto ai leader dell’Ue, a porte chiuse, durante il vertice di giovedì, di essere fiduciosa che si possa raggiungere un accordo prima della scadenza per evitare un’escalation economicamente dannosa, secondo quanto riferito da persone a conoscenza della questione”. Lo ha scritto poco fa la testata finanziaria statunitense Bloomberg.

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