Hamas è disponibile a iniziare “immediatamente e in modo serio” un nuovo round di negoziati su “un meccanismo” per un cessate il fuoco a Gaza. Anche la Jihad islamica sostiene i negoziati, chiedendo “garanzie” che Israele “non riprenda la sua aggressione” una volta liberati gli ostaggi detenuti a Gaza. Il Presidente americano ha ribadito che un accordo sulla tregua nella Striscia di Gaza e il rilascio degli accordi potrà essere sottoscritto già la prossima settimana. La bozza di accordo che sarà discussa prevede il rilascio di otto ostaggi in vita il primo giorno della sua entrata in vigore, due il 50esimo giorno e i rimanenti dieci quando sarà raggiunto un successivo accordo per un cessate il fuoco permanente, il 60esimo giorno dall’entrata in vigore della tregua. La distribuzione degli aiuti umanitari nuovamente affidata alle Nazioni Unite e il ritiro delle Idf dalle posizione precedentemente concordate all’interno della Striscia di Gaza. Queste le ”piccole modifiche” che Hamas ha chiesto ai mediatori rispetto al piano elaborato dall’inviato americano Steve Witkoff per il cessate il fuoco con Israele e il rilascio degli ostaggi. Lo ha dichiarato una fonte vicina a Hamas al sito israeliano di notizie Ynet, nonostante la risposta al piano sia stata positiva. Secondo il funzionario di Hamas, il gruppo ha chiesto che gli aiuti ai palestinesi non vengano più distribuiti dalla Gaza Humanitarian Foundation, sostenuta dagli Stati Uniti. Hamas ha anche chiesto che Stati Uniti, Qatar ed Egitto garantiscano che non ci sarà una ripresa dei combattimenti dopo il cessate il fuoco di 60 giorni e che i colloqui continueranno, ha detto il funzionario a Ynet. In precedenza, i funzionari israeliani avevano dichiarato a Channel 12 di aspettarsi alcune richieste da parte di Hamas e di essere fiduciosi che le lacune avrebbero potuto essere colmate nei colloqui di prossimità. Il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato ai cronisti sull’Air Force One di ritenere possibile che la settimana prossima venga stretto un accordo su un cessate il fuoco a Gaza. Trump ha sottolineato di non essere stato ancora aggiornato sull’ultima evoluzione delle trattative, che hanno visto Hamas accettare il piano e trasmetterne a Israele una copia contenente alcuni emendamenti, ora sotto la lente di Tel Aviv. Al cronista che gli aveva chiesto se fosse ottimista riguardo a un accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, il presidente degli Stati Uniti ha risposto “molto” ma ha aggiunto che “la situazione cambia di giorno in giorno”. Interpellato sulla risposta positiva di Hamas all’offerta negoziale americana, il presidente degli Stati Uniti ha detto: “Bene. Non mi hanno informato. Dobbiamo farla finita. Dobbiamo fare qualcosa per Gaza”. Otto persone risultano decedute finora nei bombardamenti israeliani in corso questa notte sulla Striscia di Gaza. Lo riferisce Al Jazeera. Nel dettaglio, sei palestinesi hanno perso la vita e in oltre dieci sono rimasti feriti durante un attacco che ha coinvolto un accampamento di sfollati ad al-Mawasi, a ovest di Khan Younis. Altre due persone sono morte in un raid che ha colpito un’abitazione nel campo profughi di Bureij, nel centro del territorio palestinese. Si registra infine un ferito nel quartiere di Sheikh Radwan, a Città di Gaza. Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, e il capo di Stato maggiore dell’Idf, Eyal Zamir, avrebbero avuto un duro scontro in un incontro a porte chiuse tra i responsabili della sicurezza e i ministri principali dell’esecutivo sui futuri piani militari per la Striscia di Gaza. Lo riporta Channel 12. Netanyahu avrebbe ordinato a Zamir di preparare un piano per trasferire la stragrande maggioranza della popolazione nella parte meridionale di Gaza. “Volete un governo militare? Chi governerà due milioni di persone?”, avrebbe risposto Zamir. “Non voglio un governo militare, ma non sono disposto a lasciare Hamas indietro in alcun modo. Non lo permetterò”, sarebbe stata la risposta di Netanyahu alzando il tono della voce. Il primo ministro avrebbe anche aggiunto che l’alternativa al piano di evacuazione sarebbe quella di catturare l’intera Striscia, comprese le aree in cui le forze armate non hanno operato fino ad ora per paura di ferire gli ostaggi. Zamir avrebbe cercato di spiegare a Netanyahu che un piano del genere avrebbe potuto portare a una “perdita del controllo”. “Preparate un piano di evacuazione: voglio vederlo quando torno da Washington”, sarebbe stata la netta risposta di Netanyahu.
Verso l’accordo: Hamas ha chiesto aiuti tramite Onu e Israele via da Gaza






