domenica, Maggio 24, 2026

Senza accordo il primo round di colloqui Israele-Hamas. Attacco Idf su obiettivi Houthi in Yemen

La prima sessione dei colloqui indiretti di cessate il fuoco tra Hamas e Israele in Qatar si è conclusa senza il raggiungimento di un accordo, riferiscono due fonti palestinesi che si occupano del dossier,  aggiungendo che la delegazione israeliana non aveva un mandato sufficiente per raggiungere un accordo con Hamas. Lo riportano alcuni media, tra cui Ynet. “Dopo la prima sessione di negoziati indiretti a  Doha, la delegazione israeliana non è sufficientemente autorizzata” “a raggiungere un accordo con Hamas, poichè non ha poteri reali”, hanno detto le fonti palestinesi. Sono in corso a Doha i negoziati indiretti tra Israele e il movimento islamista palestinese Hamas per un accordo di cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi prigionieri a Gaza. Lo riferisce ad Afp una fonte palestinese vicina ai colloqui. “Le discussioni si concentrano sui meccanismi di attuazione” dell’accordo e su uno “scambio” di ostaggi detenuti a Gaza con palestinesi detenuti in Israele, ha detto la fonte, aggiungendo che i negoziati sono iniziati alle 20:30 italiane “tramite mediatori”. “C’è una buona chance di raggiungere un accordo tra Israele e Hamas sul cessate il fuoco e la consegna degli ostaggi la prossima settimana”. Lo ha dichiarato ai cronisti il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Donald Trump ha dichiarato che ci sono “buone possibilità” di raggiungere un accordo con il movimento islamista palestinese Hamas “questa settimana”, che porti al rilascio degli ostaggi israeliani detenuti nella Striscia di Gaza. “Abbiamo già rilasciato molti ostaggi, ma per quanto riguarda gli ostaggi rimanenti, un buon numero sarà rilasciato. Prevediamo di farlo questa settimana”, ha dichiarato ai giornalisti prima di salire sul suo aereo per Washington. I negoziati indiretti tra Israele e Hamas in vista di un accordo di cessate il fuoco e del rilascio degli ostaggi a Gaza sono iniziati domenica sera a Doha, alla vigilia di un incontro tra il Presidente degli Stati Uniti e il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Durante l’incontro alla Casa Bianca, i due discuteranno la proposta americana di un cessate il fuoco di 60 giorni nella Striscia di Gaza, devastata da 21 mesi di guerra tra Israele e Hamas. Prima della sua partenza per  Washington, Netanyahu aveva spiegato che i negoziatori israeliani che prendono parte ai colloqui di cessate il fuoco hanno ricevuto chiare istruzioni per raggiungere un accordo alle condizioni accettate da Israele. L’esercito israeliano ha annunciato di aver colpito infrastrutture dei ribelli Houthi in Yemen, nel porto di Hodeidah e in altre aree controllate dagli insorti sostenuti dall’Iran. Successivamente, l’esercito ha dichiarato di aver rilevato due missili lanciati dallo Yemen verso Israele, dove le sirene antiaeree hanno suonato in diverse località: “Sono stati fatti dei tentativi di intercettare i missili e i risultati dell’intercettazione sono in fase di revisione”, ha comunicato l’Idf.  Gli attacchi dell’aeronautica e della marina israeliane hanno preso di mira i porti yemeniti di Hodeidah, Ras Issa e Salif, nonché la centrale elettrica di Ras Al-Kathib, ha dichiarato l’esercito in un comunicato.Benjamin Netanyahu è atterrato alla Base Andrews, poco fuori Washington, in vista del suo incontro con il Donald Trump previsto per questa sera. Il primo ministro israeliano passerà la notte alla Blair House e incontrerà più tardi il segretario di Stato americano Marco Rubio e l’inviato speciale per il Medio Oriente Steve Witkoff. Risuonano le sirene per il lancio di un razzo proveniente dallo Yemen in Cisgiordania e nelle zone circostanti il Mar Morto. Attivati gli allarmi per razzi e missili nelle zone di Giudea, Gush Etzion e Mar Morto. Un portavoce delle Idf ha dichiarato che “sono stati attivati allarmi in diverse aree del Paese a seguito di un lancio dallo Yemen. Lo riportano alcuni media, tra cui The Jerusalem Post. Il portavoce dell’Idf riferisce che sono due i missili lanciati dallo Yemen contro Israele.

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