lunedì, Gennaio 26, 2026

Trump rinvia i dazi al primo agosto, tariffe al 25% per Seul e Tokyo, 40% per Laos, 30% a Sudafrica

In una lettera ufficiale inviata al presidente tunisino Kais Saied, il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato l’introduzione, a partire dal primo agosto prossimo, di dazi del 25% su tutti i prodotti tunisini esportati negli Usa.   Il provvedimento, presentato come “necessario” per correggere anni di squilibri e deficit commerciali, è accompagnato da un monito esplicito: se Tunisi aumenterà le proprie tariffe, Washington risponderà con un ulteriore aggravio proporzionale. Nella lettera, datata ieri (7 luglio) e pubblicata su Truth Social, Trump esprime “grande onore” per la continuazione dei rapporti commerciali con la Tunisia, ma denuncia un disavanzo commerciale “significativo” che secondo Washington deriverebbe da tariffe, politiche non tariffarie e barriere imposte unilateralmente da Tunisi.   “Abbiamo deciso di andare avanti con voi, ma solo con un commercio più equilibrato e giusto”, scrive il presidente, invitando la Tunisia a partecipare attivamente all'”economia straordinaria degli Stati Uniti, il primo mercato al mondo”. Il nuovo regime prevede l’introduzione di una tariffa doganale del25% su qualsiasi prodotto tunisino esportato negli Usa, indipendentemente dalle specifiche tariffe settoriali già in vigore.Su Truth Social, Trump ha minacciato un’imposta aggiuntiva sui Paesi che si allineano al gruppo Brics, colpevoli di “politiche antiamericane”. Il post è stato scritto mentre i leader del blocco, formato da Brasile, Russia, India, Cina e altri Paessi, si incontravano a Rio de Janeiro. Il segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha dichiarato domenica, durante il programma “State of the Union” della Cnn, che le lettere potrebbero indicare ‘solo’ un’altra scadenza che i partner commerciali dovranno rispettare, per raggiungere un accordo con gli Stati Uniti ed evitare i cosiddetti dazi reciproci originariamente annunciati ad aprile. Il primo ministro ad interim tailandese Phumtham Wechayachai ha dichiarato oggi di volere un “accordo migliore” rispetto al dazio al 36% che il presidente americano Donald Trump ha minacciato in una lettera di imporre al Paese del Sudest asiatico. “La cosa più importante è mantenere buoni rapporti con gli Stati Uniti”, ha dichiarato Phumtham dopo che Trump ha inviato la missiva prorogando però la scadenza per i negoziati al 1 agosto. “Una volta riesaminata la situazione spero che potremo raggiungere un accordo migliore”, ha dichiarato il leader della Thailandia. Il Bangladesh, secondo produttore tessile al mondo, spera ancora di raggiungere un accordo con gli Stati Uniti per evitare il forte aumento dei dazi doganali minacciato dal presidente americano Donald Trump, ha dichiarato il segretario del Ministero del Commercio bangladese Mahbubur Rahman.   L’industria tessile contribuisce all’80% delle esportazioni del paese dell’Asia meridionale. Un quinto della sua produzione è destinato al mercato americano, venduto con marchi come Timberland, Vans e The North Face. “Speriamo di ottenere una riduzione perché” il Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti (Ustr) “ci ha inviato un’altra bozza di accordo”, ha detto Rahman. Il Giappone definisce “estremamente deplorevole” l’annuncio fatto dal presidente americano Donald Trump sui dazi usa al 25% per l’import di beni made in Japan. Il premier Shigeru Ishiba, sulla vicenda, ha assicurato che Tokyo “continuerà a dialogare con gli Stati Uniti alla ricerca di un accordo che sia reciprocamente vantaggioso”, ricordando che Washington ha “proposto di continuare il confronto fino alla scadenza del primo agosto”, quando i dazi entreranno in vigore. Il sol levante, ha aggiunto Ishiba nel resoconto della Kyodo, è stato comunque “in grado di evitare tariffe pari al 30-35% come risultato dei negoziati fatti”. Di fronte alle pressioni dei dazi Usa, la Cina “rimane ferma nel difendere i propri diritti e interessi e nel sostenere l’equità e la giustizia internazionale”. Il premier li Giang, durante l’incontro a margine del 17/mo vertice dei Brics con la numero uno dell’organizzazione mondiale del commercio (Wto), Ngozi Okonjo-Iweala, ha assicurato che Pechino dispone “di abbondanti risorse e mezzi per contrastare gli impatti esterni negativi” ed “è fiduciosa e in grado di promuovere uno sviluppo economico costante e sano”. La Cina introdurrà “ulteriori misure di apertura volontaria e unilaterale”, ha aggiunto Li, secondo l’agenzia Xinhua. 

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