domenica, Agosto 31, 2025

Gaza, Netanyahu a Papa Leone XIV: “Siamo vicini a un accordo per il rilascio degli ostaggi”

Si riaccende una speranza per la liberazione degli ostaggi israeliani ancora trattenuti nella Striscia di Gaza. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha informato Papa Leone XIV che i negoziati con Hamas sarebbero giunti a una fase “avanzata”. “Siamo vicini a un accordo”, ha dichiarato il premier durante una lunga telefonata con il Pontefice, secondo quanto riportato dall’emittente israeliana Canale 12. Parole che sembrano confermare i segnali di cauto ottimismo emersi in queste ore da fonti israeliane, mentre i colloqui proseguono in Qatar con la mediazione internazionale. Una fonte citata dalla stessa Canale 12 ha riferito che nella serata di ieri sarebbe stata presentata una nuova proposta alle parti, con Israele ora in attesa della risposta di Hamas. La telefonata tra Netanyahu e il Papa – durata oltre un’ora secondo quanto riportato da un funzionario dell’ufficio del premier israeliano al Times of Israel – si è svolta in un clima descritto come “bonario e amichevole”. Ma non sono mancati momenti di forte intensità: al centro del dialogo anche il recente attacco militare israeliano che ha colpito la chiesa della Sacra Famiglia a Gaza, dove ancora risiedono decine di civili rifugiati, tra cui molti anziani, donne e bambini. Il Papa, intervenuto dalla residenza pontificia di Castel Gandolfo, ha rinnovato il suo appello per un cessate il fuoco, chiedendo un rilancio immediato dell’azione diplomatica e “la fine della guerra”. Leone XIV ha espresso “profonda preoccupazione per la drammatica situazione umanitaria” a Gaza, dove – ha sottolineato – “sono i più deboli a pagare il prezzo più alto: bambini, anziani, malati”. La Sala Stampa Vaticana, in una nota ufficiale, ha riferito che il Papa ha ribadito l’urgenza di proteggere i luoghi di culto, nonché “tutti i fedeli e le persone in Palestina e Israele”. In risposta, Netanyahu ha rivolto al Pontefice un invito ufficiale a visitare Israele, segno di apertura verso un dialogo religioso e diplomatico più ampio. Intanto, a Gaza, si registrano nuovi sforzi della Chiesa per alleviare la crisi umanitaria. In un comunicato diffuso dal Patriarcato Latino di Gerusalemme, si rende noto che il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino, e il patriarca ortodosso Teofilo III, hanno visitato la parrocchia della Sacra Famiglia, approfittando dell’eccezionale permesso d’ingresso nella Striscia per consegnare centinaia di tonnellate di aiuti umanitari: generi alimentari, medicinali, kit di pronto soccorso e attrezzature mediche. “La nostra azione proseguirà con l’obiettivo di valutare e rispondere ai bisogni pastorali e umanitari della comunità locale”, ha fatto sapere il Patriarcato. Un gesto di solidarietà che, sullo sfondo delle trattative internazionali, ribadisce l’importanza della presenza delle Chiese nella regione martoriata. Mentre il mondo attende segnali concreti dai tavoli negoziali, l’incontro a distanza tra Netanyahu e Papa Leone XIV rappresenta un momento cruciale di confronto e di speranza, in una fase del conflitto dove ogni spiraglio di dialogo può fare la differenza.

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