domenica, Novembre 30, 2025

Ladispoli, esplode il caso parcheggi: proteste, firme e accuse di “cementificazione selvaggia”

È diventata una vera e propria spina nel fianco dell’amministrazione comunale la questione dei parcheggi nel centro cittadino. Tra progetti annunciati con entusiasmo e un malcontento sempre più diffuso, a riaccendere la miccia è l’associazione Ladispoli Sostenibile, che – sostenuta da oltre 2.300 firme raccolte – lancia un nuovo appello: «Basta interventi che aumentano traffico e inquinamento. Serve una visione sostenibile, non cemento e caos». Nel mirino due progetti: il parcheggio a raso previsto in via Ancona, oggi sede del mercato ortofrutticolo, e il multipiano in costruzione in vicolo Pienza, a pochi passi dalla stazione ferroviaria di Ladispoli-Cerveteri. Particolarmente acceso il dibattito attorno alla trasformazione di via Ancona in un maxi parcheggio. L’area, strategica per l’accesso al centro e alle attività commerciali, è già fortemente trafficata e rappresenta una delle arterie urbane più congestionate, specie nei giorni di mercato o durante la stagione estiva. «Quella strada è già al limite», denuncia Giuseppe Fiorini di Ladispoli Sostenibile. «Aggiungere un parcheggio significa peggiorare una situazione già critica, aumentando il rischio per pedoni e ciclisti e riducendo la vivibilità di un’area centrale. Abbiamo circa 25.000 autovetture su 42.000 abitanti, praticamente una per residente. E continuiamo a pensare che il problema si risolva facendo spazio alle auto, anziché ridurle». Il timore è che l’intervento non solo non risolva il problema della sosta, ma contribuisca a peggiorarlo, attirando ancora più traffico e limitando gli spazi per la mobilità dolce. Altro nodo caldo è il parcheggio multipiano in costruzione in vicolo Pienza, pensato per accogliere sia i residenti che i numerosi pendolari diretti verso la Capitale. Il progetto, approvato nel 2022, prevedeva in origine tre piani fuori terra e uno interrato per un totale di circa 350 posti auto, ma è stato poi ridimensionato, senza però spegnere le polemiche. «Si tratta di una struttura impattante, in una strada stretta, a pochi passi da case, scuole e dalla stazione ferroviaria – sottolinea ancora Fiorini –. Il rischio è quello di creare una nuova strozzatura nel traffico urbano, oltre ad aumentare il rumore e l’inquinamento in un quartiere già saturo». A far discutere anche i costi dell’operazione, stimati in alcuni casi fino a 15.000 euro per posto auto. Un investimento che secondo i comitati potrebbe essere indirizzato altrove: «Piuttosto che moltiplicare i parcheggi nel cuore della città, si potrebbe investire – propongono – nel miglioramento del parcheggio interrato già esistente, nell’ampliamento dell’area di sosta provinciale o riprendere l’idea del tunnel sotto il cavalcavia, progetto accantonato ma mai definitivamente cancellato». La polemica, in fondo, riflette un conflitto più profondo tra due visioni contrapposte di città: da una parte quella legata alla mobilità privata e alla logica dell’“auto ovunque”, dall’altra quella di chi chiede una transizione verso la mobilità sostenibile, con meno auto in centro, più spazi verdi, piste ciclabili, trasporti pubblici efficienti. Il sindaco Alessandro Grando, per ora, non ha replicato pubblicamente all’ultima ondata di critiche. Ma il malcontento cresce e il tema promette di essere centrale nel dibattito politico dei prossimi mesi. Ladispoli si trova così a un bivio: continuare a costruire parcheggi o cambiare strada, verso un modello urbano più attento all’ambiente e alla qualità della vita. Per i cittadini di Ladispoli Sostenibile, la risposta è già scritta: «Coraggio e visione: basta auto, serve futuro».

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