domenica, Novembre 30, 2025

Divieto di balneazione sulla costa di Ladispoli: in corso nuovi controlli, attese le analisi di Arpa Lazio

Prosegue con grande attenzione il monitoraggio ambientale sulla costa di Ladispoli, dove nei giorni scorsi è scattato il divieto di balneazione in un tratto di mare a circa 250 metri a sinistra del fiume Vaccina. A scatenare l’allarme erano stati i primi controlli che avevano evidenziato possibili criticità nelle acque marine, motivo per cui il sindaco Alessandro Grando aveva disposto un’ordinanza cautelare a tutela della salute pubblica. Intanto, le attività di controllo e verifica proseguono con l’impegno congiunto delle forze dell’ordine locali: la Polizia Locale, guidata dal neo comandante Danilo Virgili, e la Capitaneria di Porto, coordinata dal comandante Cristian Vitale. Entrambe le istituzioni stanno lavorando fianco a fianco con i tecnici di Acea per monitorare con rigore e costanza la situazione sul campo. Le rilevazioni effettuate in queste ore dagli esperti di Acea, che hanno eseguito prelievi direttamente sul torrente Vaccina, sembrerebbero aver escluso la presenza di inquinanti o agenti contaminanti, restituendo esiti negativi. Si tratta di dati preliminari che però fanno ben sperare nella possibilità di revocare il divieto imposto a tutela dei bagnanti. Tuttavia, la parola definitiva spetta all’Arpa Lazio, l’agenzia regionale per la protezione ambientale, che sta ultimando le analisi dei campioni raccolti e si prepara a fornire l’esito ufficiale nelle prossime ore. Se verrà confermata l’assenza di rischi per la salute pubblica, il primo cittadino Grando potrà procedere alla revoca dell’ordinanza. Nel frattempo, è stato intensificato il monitoraggio delle acque e dell’area circostante, con ispezioni regolari e un’attenzione particolare a eventuali nuovi fattori di rischio. Il coordinamento fra le autorità e i tecnici garantisce una sorveglianza continua, per tutelare la sicurezza di residenti e turisti che scelgono la costa di Ladispoli come meta balneare. Il caso ha inoltre acceso il dibattito locale sull’importanza di investire maggiormente nella manutenzione e nel controllo dei corsi d’acqua e delle infrastrutture di depurazione, per prevenire eventuali fenomeni di inquinamento e salvaguardare l’ambiente marino. Restano dunque ancora alcune ore di attesa per conoscere l’esito finale degli accertamenti, che sarà determinante per riaprire al pubblico il tratto di spiaggia interessato dal divieto e ristabilire la piena fruibilità di una delle aree più frequentate del litorale romano.

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