Jeffrey Epstein e Donald Trump, una relazione pericolosa – per l’attuale presidente. Per quanto l’amministrazione cerchi di sviare l’attenzione in tutti i modi, ogni giorno qualcosa riporta al centro dell’attenzione i rapporti tra il tycoon e il finanziere morto suicida in carcere in attesa di un processo per reati sessuali. La notizia viene ancora una volta dalle pagine del Wall Street Journal: la procuratore generale degli Stati Uniti, Pam Bondi, a maggio avvisò Trump che il suo nome appare più volte nelle carte investigative su Epstein. Il presidente ha già accusato il quotidiano di pubblicare “fake news”, minacciando querele milionarie. Ma un funzionario della Casa Bianca fa anche sapere che l’amministrazione non nega la presenza del nome di Trump in alcuni fascicoli, visto che era già incluso in una tranche di materiali che Bondi aveva raccolto a febbraio per alcuni influencer conservatori. La scorsa settimana, lo stesso Journal ha raccontato che Trump aveva inviato a Epstein un biglietto di auguri scurrile nel 2003, con su scritto “Buon compleanno e che ogni giorno possa essere un altro meraviglioso segreto”. Nelle stesse ore dell’ultima rivelazione del Wall Street Journal, una sottocommissione del Comitato per la Vigilanza della Camera dei Rappresentanti ha votato per citare in giudizio il dipartimento di Giustizia guidato da Pam Bondi, al fine di ottenere i fascicoli relativi all’indagine su Jeffrey Epstein. Tre repubblicani hanno votato insieme ai democratici, facendo approvare la misura con otto voti a favore e due contrari. Il voto è avvenuto poche ore prima della sospensione dei lavori della Camera per la pausa estiva, anticipata dal presidente repubblicano Mike Johnson proprio per evitare una discussione assai spinosa sul caso Epstein che divide la destra più estrema e populista da quella moderata. Trump, amico di Epstein negli anni ’90 e nei primi anni 2000, compare più volte nei registri di volo dell’aereo privato di Epstein negli anni ’90. Trump e diversi membri della sua famiglia compaiono anche in una rubrica di Epstein, insieme a centinaia di altre persone. Gran parte di quel materiale fu reso pubblico nel procedimento penale contro l’ex collaboratrice di Epstein, Ghislaine Maxwell, condannata a 20 anni di carcere per traffico sessuale di minori e altri reati. E ora la Camera dei Rappresentanti vuole ascoltare proprio Maxwell: sarebbe lei, si pensa, ormai l’unica depositaria di una verità che evoca allo stesso tempo paure e interessi. La deposizione avverrà l’11 agosto nel Federal Correctional Institution di Tallahassee, in Florida, dove l’ex amica di Epstein sta scontando la sua pena. “Lei è la stele di Rosetta”, ha detto Alan Dershowitz, ex legale di Epstein e di tanti altri nomi eccellenti e controversi come O.J. Simpson e Harvey Weinstein: “Se le fosse offerta l’immunità potrebbe farlo, mi è stato detto che sarebbe disposta a testimoniare”, dice Dershowitz – rimestando nel torbido. La commissione di vigilanza della Camera che sta indagando sul caso Epstein ha citato non solo la sua ex complice Ghislaine Maxwell ma anche l’ex presidente Bill Clinton, sua moglie Hillary (ex first lady, ex segretaria di Stato ed ex rivale presidenziale di Donald Trump), l’ex capo dell’Fbi James Comey, e Robert Mueller, il procuratore speciale che ha indagato sul Russiagate. Questo stillicidio di rivelazioni attuali e promesse di rivelazioni future minaccia di aggravare la crisi politica che turba da tempo l’amministrazione. Un corposo settore dell’estrema destra che sostiene Trump alimenta da anni teorie del complotto sui clienti di Epstein e sulle circostanze del suo suicidio in carcere, nel 2019. Per alleviare le pressioni, la scorsa settimana Trump ha ordinato al dipartimento di Giustizia di richiedere la pubblicazione delle trascrizioni segrete del Grand Jury relative a Epstein. Un giudice distrettuale ha respinto una di queste richieste, sostenendo che non rientri in alcuna delle eccezioni alle norme che impongono la segretezza del materiale del Grand Jury. “Una censura che dimostra l’esistenza di segreti pericolosi”, hanno scritto le voci dei complottisti. Segreti inconfessabili e complicità risalenti a molti anni fa, in grado però – si sostiene – di scuotere la politica americana di oggi. Pressoché dimenticate invece le vittime di Epstein e soci, ragazze anche minorenni sfruttate e abusate sessualmente: come quella Virginia Giuffre che si è tolta la vita nell’aprile scorso. Il vice procuratore generale Usa ha incontrato Ghislaine Maxwell in Florida. Il legale: “La mia assistita ha risposto a tutte le domande”. C’erano “molte domande, siamo rimasti in udienza tutto il giorno e lei ha risposto a ognuna di esse”, ha aggiunto il legale che si è rifiutato di descrivere le domande poste da Blanche, ma ha affermato che lui e Maxwell erano “grati” per l’incontro.
Caso Epstein, Ghislaine Maxwell a colloquio con il vice procuratore Usa: Trump fu avvisato che suo nome è nei file






