domenica, Novembre 30, 2025

Distributori fantasma sulla via Aurelia: allarme a Ladispoli per il degrado e i rischi ambientali

Un’altra ferita aperta lungo la statale Aurelia. A far paura stavolta è l’ex distributore di carburante situato al chilometro 38, nei pressi dello svincolo per la frazione Monteroni. Un impianto da anni abbandonato a se stesso, che oggi si presenta come uno scenario di degrado estremo: strutture vandalizzate, cumuli di rifiuti, vetri rotti, ferraglie e vegetazione incolta che ha ormai inghiottito parte dell’area. Un luogo che, da tempo, è diventato una discarica a cielo aperto, ma anche una potenziale bomba ecologica e – temono i residenti – un pericoloso innesco in caso di incendio. Non è solo un problema di decoro urbano: il timore crescente è che possa trasformarsi in un serio rischio per la sicurezza pubblica. Il pensiero corre immediatamente al recente episodio di via dei Gordani, a Roma, dove l’esplosione di un distributore ancora in funzione ha provocato panico e danni. Se un impianto operativo può arrivare a tanto, cosa potrebbe accadere in un’area abbandonata, dove non si conosce nemmeno lo stato delle cisterne interrate? Se lo chiede Luigi, un residente della zona Monteroni: “È una questione di prevenzione e salute pubblica. Nessuno sa se ci sia ancora carburante o residui infiammabili lì sotto. Intanto, quell’area continua a degradarsi nel silenzio generale”. L’allarme è fondato, anche alla luce dei numerosi roghi che nelle ultime settimane hanno colpito i territori tra Ladispoli e Cerveteri, molti dei quali attribuiti ad azioni dolose di piromani. In uno scenario di emergenza climatica, con temperature elevate e vegetazione secca, un’area simile potrebbe trasformarsi in un pericoloso focolaio. Non è un caso isolato. Pochi giorni fa, un altro grido d’allarme si è levato da Cerveteri, al chilometro 43,300 della stessa statale. Qui un altro ex distributore versa in condizioni simili. A denunciare la situazione sono stati il comitato di zona di Cerenova-Campo di Mare, con il presidente Enzo Musalvo, e Attilio Di Maio, esponente locale del Movimento Cinque Stelle. Entrambi hanno scritto alla sindaca Elena Gubetti, chiedendo un immediato intervento delle autorità competenti, tra cui Arpa Lazio e Vigili del Fuoco, per una verifica tecnica e ambientale dello stato del sito. La risposta dell’amministrazione comunale non si è fatta attendere. Il sindaco ha comunicato che i Carabinieri hanno già avviato un’indagine, affiancata da un’attività di monitoraggio promossa dagli uffici comunali del Granarone. Intanto, l’abbandono di questi impianti continua a rappresentare una spina nel fianco per cittadini e automobilisti, in transito ogni giorno lungo una delle arterie più trafficate del litorale laziale. A pochi passi da abitazioni, aziende agricole e attività commerciali, restano lì, come moniti di un passato industriale che ora pesa come un macigno sulle fragilità del presente. La richiesta è chiara: serve un piano di bonifica e messa in sicurezza urgente. Prima che l’incuria si trasformi in tragedia.

Articoli correlati

Ultimi articoli