mercoledì, Gennaio 14, 2026

Droni ucraini su Rostov, un morto. Hacker filoucraini attaccano l’Aeroflot. Droni su Salsk

La Russia non dà segnali di volere fermarsi. Le sue richieste per porre fine ai combattimenti sono “indiscutibili”, ha detto il ministro degli Esteri Serghei Lavrov. Ed esse comprendono la rinuncia di Kiev a entrare nella Nato e il riconoscimento come territorio russo delle quattro regioni finora parzialmente occupate (Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson), oltre alla Crimea. E il ministero della Difesa ha rivendicato la conquista nelle ultime 24 ore di altri due villaggi nella regione orientale di Donetsk. Il dicastero di Mosca ha aggiunto che nella notte tra domenica e lunedì, nei bombardamenti effettuati sull’Ucraina con droni e missili lanciati da aerei, compresi gli ipersonici Kinzhal, sono state colpite “infrastrutture di un aeroporto militare, un deposito di munizioni, armamenti missilistici e componenti per la produzione di droni”. Le autorità ucraine parlano invece di feriti tra i civili. In particolare, 13 nel quartiere Darnytsia a Kiev, tra i quali una bambina di due anni e un bambino di tre. La compagnia aerea russa Aeroflot è stata intanto costretta a cancellare oltre 50 voli a causa di un attacco hacker al suo sistema informatico, secondo quanto riferito dalla Procura generale. Un procedimento penale è stato aperto per “accesso non autorizzato a dati informatici” della compagnia. La stessa Aeroflot non ha confermato ufficialmente l’attacco, che è stato rivendicato congiuntamente da un gruppo di hacker ucraino, Silent Crow, e uno bielorusso, Cyber Partisans. Secondo i due gruppi, si è trattato di una “operazione su larga scala” preparata “per lungo tempo” che ha portato alla “compromissione completa” del sistema informatico della compagnia aerea.

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