lunedì, Gennaio 12, 2026

Questore Massucci: “La sicurezza non si improvvisa, serve responsabilità condivisa. A Fiumicino il modello per l’ordine pubblico”

«La sicurezza non si improvvisa. Serve metodo, visione, e soprattutto responsabilità condivisa». Con queste parole il questore di Roma, Roberto Massucci, ha sintetizzato il cuore del nuovo schema operativo dedicato al rafforzamento dell’ordine pubblico nei Comuni della Città Metropolitana, presentato oggi durante un incontro pubblico. Il modello prende avvio proprio da Fiumicino, individuato come laboratorio sperimentale di un approccio integrato e coordinato. L’iniziativa ha preso forma dopo una lettera formale inviata dal sindaco del Comune al Prefetto e al questore, nella quale si chiedeva l’attivazione di un percorso operativo strutturato per affrontare le criticità legate alla sicurezza. «Questa richiesta – ha spiegato Massucci – è stata accolta all’interno del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, dove tutte le forze coinvolte hanno condiviso l’urgenza di fornire una risposta non solo efficace, ma soprattutto ordinata e stabile nel tempo».

Metodo e collaborazione: la nuova frontiera della sicurezza
«Con le risorse a disposizione dobbiamo costruire un modello di lavoro che valorizzi la collaborazione – ha sottolineato il questore – Non si tratta di invocare più poliziotti o carabinieri, perché il problema non si risolve con un maggior numero di uomini. La sicurezza richiede metodo, non slogan». Un messaggio rivolto tanto alle istituzioni quanto agli operatori economici, con la consapevolezza che la sicurezza è «non solo un dovere dello Stato, ma un investimento per chi lavora sul territorio, per chi fa impresa e per chi abita le città».

Regolamento d’uso e prevenzione: gli strumenti concreti
Al centro del piano operativo c’è la proposta di un regolamento d’uso che ogni Comune potrà adottare per disciplinare le attività attrattive di grandi flussi di persone, come i locali della movida serale. «Non si tratta di chiudere, ma di prevenire – ha detto Massucci – Quando le forze dell’ordine segnalano situazioni fuori controllo, sono costretto a firmare provvedimenti drastici, ma non è mai una decisione felice». Il modello punta a un equilibrio tra gli interessi degli imprenditori e i diritti dei residenti, dove un ruolo chiave sarà svolto dalle polizie locali, definite dal questore «un presidio fondamentale per la conoscenza del territorio e la capacità di intercettare segnali di tensione prima che degenerino».

Formazione e ruolo degli addetti alla sicurezza
Una parte significativa dell’intervento ha riguardato la figura degli addetti alla sicurezza, spesso impropriamente chiamati “buttafuori”. «Questa qualifica non esiste nell’ordinamento – ha precisato Massucci – Esistono addetti alla sicurezza riconoscibili, formati e capaci di gestire conflitti lievi prima che diventino emergenze».

La strategia a più livelli e la rete istituzionale
La strategia elaborata si articola su tre fronti principali: l’individuazione delle aree più esposte, la redazione e l’adozione di regolamenti d’uso comunali, e la presenza di personale formato per il presidio preventivo, supportato dalle forze dell’ordine in caso di necessità. Nel quadro operativo, anche altre istituzioni – dalla Guardia di Finanza alla Capitaneria di Porto, dall’Aeronautica Militare all’Esercito – sono chiamate a operare in sinergia. «Non esiste più un’emergenza che una sola istituzione possa affrontare da sola – ha sottolineato Massucci – È la rete che fa la forza. Ed è questa rete che il Comune di Fiumicino, con coraggio, ha voluto mettere in moto».

Etica d’impresa e convivenza civile
Un passaggio rilevante è stato riservato al rapporto con il tessuto imprenditoriale locale. «L’etica d’impresa – ha ricordato il questore – non si esaurisce con l’etica fiscale, ma riguarda anche il rispetto per il territorio e per chi ci vive, la ricerca di un equilibrio tra lavoro e qualità della vita».

Nessun “rischio zero”, ma impegno condiviso
A conclusione, Massucci ha ribadito che «il rischio zero non esiste», ma ha invitato a perseguire un percorso di miglioramento continuo, «a patto che ciascuno faccia la propria parte». «Fiumicino ha scelto di non aspettare soluzioni da…» – ha concluso – lasciando intendere l’apertura a un dialogo partecipato e proattivo che possa essere modello anche per altri Comuni della Città Metropolitana.

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