lunedì, Gennaio 12, 2026

I dazi di Trump. Il Brasile: “Aperti al dialogo”. Il Canada: “Lavoriamo per un accordo”

Il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha dichiarato nuovamente di essere “aperto al dialogo” sui dazi, dopo che il suo omologo statunitense, Donald Trump, ha suggerito la possibilità di un dialogo tra i due. “Siamo sempre stati aperti al dialogo”, ha scritto Lula sui social media, in una apparente risposta alla dichiarazione di Trump di oggi. Trump ha affermato oggi che il brasiliano poteva  parlare con lui “quando voleva”, sebbene abbia insistito sul fatto che “le persone che guidano il Brasile hanno fatto cose sbagliate”. Pur dichiarando la sua disponibilità al dialogo, Lula ha chiarito che  “coloro che definiscono la direzione del Brasile sono i brasiliani e le loro istituzioni”, in seguito agli attacchi della Casa Bianca alla Corte Suprema del paese sudamericano in merito al tentato colpo di Stato  contro l’ex presidente Jair Bolsonaro. Mercoledì, il governo degli Stati Uniti ha sanzionato il giudice Alexandre de Moraes, giudice nel caso contro Bolsonaro, congelando tutti i beni o le proprietà che il  giudice potrebbe avere negli Stati Uniti, accusandolo di aver violato la libertà di espressione ordinando la rimozione di messaggi antidemocratici sui social media. A partire dal 6 agosto il 35,9% delle esportazioni del Brasile verso gli Stati Uniti – pari a 14,5 miliardi di dollari nel 2024 – saranno soggette a una nuova tariffa doganale del 50%. La misura firmata dal presidente Usa Donald Trump rappresenta uno dei provvedimenti più severi in ambito commerciale. Il governo di Luiz Inacio Lula da Silva ha reagito con preoccupazione ma anche con una strategia chiara: “La negoziazione non è finita, inizia oggi”, ha dichiarato il vicepresidente Geraldo Alckmin alla tv nazionale brasiliana. Il ministro delle finanze Fernando Haddad ha parlato di una vera e propria “ingiustizia nelle misure adottate da Washington” e ha anticipato un incontro con il segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent. A essere colpiti prodotti chiave come caffè e carne mentre saranno esenti dai nuovi dazi circa 700 articoli, tra cui aerei, succo d’arancia e petrolio, per i quali rimarranno le tariffe al 10% già introdotte ad aprile. Le tariffe al 39% si spiegano perché “il problema con la Svizzera è che abbiamo un deficit di 40 miliardi di dollari. E ieri ho parlato con la Svizzera, ma abbiamo un deficit di 40 miliardi di dollari. È un deficit enorme”. Ad affermarlo è il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump parlando con i giornalisti prima di recarsi in New Jersey. La National Restaurant Association, che rappresenta oltre 1 milione di ristoranti e fornitori di servizi di ristorazione negli Stati Uniti, ha dichiarato venerdì che i dazi voluti dal presidente Trump potrebbero aumentare il costo di piatti popolari come caffè e hamburger, nonché di altri comuni ingredienti. Michelle Korsmo, presidente e Ceo dell’associazione, ha spiegato – riporta la Associated Press – che i ristoranti operano con margini di profitto così ridotti che i dazi costringeranno molti ad aumentare i prezzi. Prezzi più alti indurranno i clienti a mangiare fuori meno spesso, mettendo così a repentaglio un settore che sostiene milioni di posti di lavoro. L’associazione ha chiesto pertanto che alimenti e bevande siano esentati dai dazi. “Chiediamo all’amministrazione Trump di perseguire accordi commerciali ragionevoli”, ha dichiarato Korsmo in una nota. “Sebbene sia importante affrontare i deficit commerciali, i prodotti alimentari e delle bevande non contribuiscono in modo significativo a questi squilibri”, ha concluso. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che sta valutando se pagare un “dividendo” ai cittadini americani per i grandi ricavi legati ai nuovi dazi commerciali. La proposta era stata avanzata nei  giorni scorsi da alcuni Repubblicani, come risarcimento per il fatto che il costo dei dazi ricade sugli importatori americani e, di conseguenze, sui consumatori. Il Canada ha dichiarato che continuerà a negoziare con gli Stati Uniti per raggiungere un accordo commerciale equo, dopo che gli Usa hanno imposto una tariffa del 35% sulle importazioni canadesi  escluse dall’USMCA. Il ministro canadese per gli Affari Intergovernativi Dominic LeBlanc, che sta guidando i negoziati con l’amministrazione del Presidente Donald Trump, ha dichiarato alla CBC che  Ottawa  e’ in trattative con il Messico in merito all’USMCA. LeBlanc ha rivelato di aver parlato con il Segretario all’Economia messicano, Marcelo Ebrard, dell’importanza del futuro sviluppo dell’USMCA e ha  aggiunto che il lavoro da svolgere nel 2026 per rivedere l’accordo commerciale nordamericano è “essenziale”. Il ministro canadese ha affermato che sia Trump che il Primo Ministro canadese Mark Carney  stanno tenendo colloqui “costruttivi, professionali e cordiali” per raggiungere un accordo. Ha sottolineato che, sebbene i dazi del 35% entrati in vigore incidano su settori chiave del Paese (come  automobili, legname e alluminio), il 90% delle esportazioni verso gli Stati Uniti è esente da dazi grazie all’USMCA. LeBlanc ha ribadito che il Canada “non accettera’ qualsiasi accordo” con gli Stati Uniti e,  come affermato da Carney, continuerà a negoziare con Washington finché non sarà equo.
 

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