Serve più pressione militare su Hamas, che non può restare nella Striscia di Gaza. Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, in un’intervista ad Axios. In una breve intervista telefonica, Trump ha affermato di essere d’accordo con il ragionamento di Netanyahu “secondo cui è necessaria una maggiore pressione militare su Hamas”. Il presidente degli Stati Uniti ha aggiunto che Israele deve decidere quali sono i prossimi passi a Gaza e se consentire ad Hamas di rimanere lì, e ha dichiarato di credere che “non possono rimanere lì”. Il presidente Usa ha poi descritto la sua telefonata di ieri con Netanyahu, durante la quale i due leader hanno discusso dell’imminente occupazione di Gaza, come una “buona conversazione”. “Ho una cosa da dire: ricordate il 7 ottobre, ricordate il 7 ottobre”, ha aggiunto Trump, riferendosi al massacro compiuto da Hamas nel 2023 e riecheggiando i commenti fatti da Netanyahu durante le sue due conferenze stampa di ieri sera, nelle quali ha detto che “c’è chi ha dimenticato il 7 ottobre”.300 mila bambini sono a rischio malnutrizione a Gaza. E’ quanto denuncia il Programma alimentare mondiale delle Nazione Unite. “Il Segretario Generale delle Nazioni Unite condanna l’uccisione di sei giornalisti palestinesi nell’attacco aereo israeliano su #Gaza e chiede un’indagine indipendente e imparziale”. Si legge in un post su X del servizio di informazione ufficiale delle Nazioni Unite.”Questi ultimi omicidi evidenziano i rischi estremi che i giornalisti continuano ad affrontare quando si occupano di questa guerra in corso”, rileva ancora l’Onu. L’ex Segretario di Stato americano Anthony Blinken, che ha prestato servizio nell’amministrazione del presidente democratico Joe Biden, si è espresso contro le dichiarazioni di molti paesi occidentali sul riconoscimento di uno Stato palestinese. In un articolo scritto per il Wall Street Journal, ripreso dai media israeliani e da Al Jazeera, Blinken ha sostenuto che “la mossa è lontana dalla realtà e non è questo il momento: la priorità è prevenire la fame a Gaza, recuperare gli ostaggi e porre fine alla guerra a Gaza”. Inoltre, ha descritto quello che considera un piano più appropriato per il riconoscimento dello Stato palestinese, osservando che dovrebbe essere limitato a tre anni, includere la normalizzazione dei rapporti con l’Arabia Saudita e ha persino sottolineato che aiuterebbe il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a “sbarazzarsi dei suoi partner tossici”. Egitto, Qatar e Turchia stanno lavorando a un nuovo quadro per un accordo di cessate il fuoco e rilascio degli ostaggi da presentare ad Hamas. Lo riporta Sky News Arabia, ripresa da Haaretz. L’accordo includerebbe il rilascio di tutti gli ostaggi viventi e di alcuni corpi degli ostaggi deceduti in cambio di prigionieri palestinesi. Il quadro prevede anche un ridispiegamento delle Forze di Difesa israeliane e il congelamento dell’ala militare di Hamas durante una fase provvisoria durante la quale si terranno negoziati per un cessate il fuoco permanente. Prima dell’attacco, avevamo ottenuto informazioni di intelligence aggiornate che indicavano che Sharif era un agente attivo dell’ala militare di Hamas al momento della sua eliminazione. Inoltre, riceveva contemporaneamente uno stipendio dal gruppo terroristico di Hamas e dai suoi sostenitori, Al-Jazeera”. Lo scrive su X il portavoce internazionale dell’esercito israeliano Nadav Shoshani. “Quello che abbiamo presentato pubblicamente è solo una piccola parte declassificata delle nostre informazioni su al-Sharif prima dell’attacco. Queste informazioni sono state ottenute durante le operazioni di terra a Gaza in due località separate. Per qualche ragione, i media ignorano le informazioni da noi presentate perché al-Sharif ha dichiarato di non essere un terrorista. ‘Fidatevi, non sono un terrorista’ a quanto pare funziona se si è contro Israele. Il mondo verificherà onestamente prima di riferire? Ci saranno critiche per lo sfruttamento della stampa da parte di Hamas? Qualcuno criticherà Al-Jazeera per aver impiegato terroristi?”, conclude il portavoce dell’Idf.
Trump: “Serve più pressione militare su Hamas, non può restare nella Striscia di Gaza”






