Era sparito da Ardea violando l’obbligo di firma, portando con sé i figli e facendo perdere le proprie tracce. È stato rintracciato in Romania e, ora, per lui si aprono le porte del carcere. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro l’ordinanza del Tribunale della Libertà di Bologna che, nel febbraio 2025, aveva disposto l’aggravamento della misura cautelare nei suoi confronti. Protagonista della vicenda un 28enne, già sottoposto a obbligo di firma per precedenti vicende giudiziarie. La decisione del tribunale era arrivata dopo che l’uomo aveva violato le prescrizioni imposte, facendo scattare l’allarme tra le autorità e facendo perdere le sue tracce. Le indagini, coordinate con la cooperazione internazionale, hanno portato infine al suo rintraccio in Romania, dove si trovava insieme ai figli minorenni. Le autorità hanno disposto l’immediato rientro in Italia e l’esecuzione della misura più grave: la custodia cautelare in carcere. Con la pronuncia della Cassazione, diventa definitiva la decisione di revocare le precedenti misure meno afflittive, considerata la pericolosità della condotta e l’evidente rischio di fuga già concretizzatosi.






