domenica, Novembre 30, 2025

Ladispoli, i container per gli indumenti usati trasformati in discariche: monta la protesta dei cittadini e dei volontari

Da punto di raccolta solidale a vera e propria discarica a cielo aperto. I vecchi container per gli indumenti usati stanno diventando sempre più spesso una pattumiera pubblica, con rifiuti abbandonati accanto ai cassoni in diversi quartieri della città. Un fenomeno in costante aumento, che sta suscitando l’indignazione dei cittadini e dei volontari ambientali. In molti punti di Ladispoli – da via Castellammare a via Palo Laziale, fino al parcheggio dei pendolari in via Settevene Palo – la scena è sempre la stessa: vestiti, scarpe, libri, sacchi dell’immondizia e persino materiali ingombranti sparsi ovunque. “Ancora questa criticità – denunciano le guardie ecozoofile di Fareambiente Ladispoli sul loro gruppo Facebook, allegando un video –. Gli uffici comunali avevano appena fatto rimuovere i rifiuti rinvenuti due giorni fa, ma la situazione si è già ripresentata. Ora c’è chi butta perfino vecchie enciclopedie e rifiuti vari. È una spesa in più per la comunità”. Secondo le testimonianze dei residenti, in alcune zone sarebbero due persone, un uomo e una donna, a rovistare nei contenitori aprendo i sacchi e sparpagliando il contenuto in cerca di qualcosa di utile. Gli abitanti, stanchi di convivere con cumuli di immondizia accanto ai cassoni, chiedono più controlli e l’installazione di telecamere o fototrappole. “È inaccettabile – commenta un residente –. Per colpa di pochi incivili viviamo nel degrado. Se non si riesce a gestire questi punti di raccolta, allora andrebbero rimossi definitivamente”. Le segnalazioni arrivano puntualmente a Palazzo Falcone, dove il Comune ha avviato negli ultimi mesi il progetto delle isole ecologiche mobili computerizzate, dotate di card di accesso e sistemi di videosorveglianza, proprio per contrastare l’abbandono indiscriminato dei rifiuti. Intanto, però, i volontari di Fareambiente continuano a intervenire quasi quotidianamente per bonificare le aree colpite. “Non possiamo essere ovunque – spiegano –. Serve senso civico e collaborazione da parte di tutti. Questi comportamenti danneggiano non solo l’ambiente, ma l’intera comunità”.

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