giovedì, Gennaio 29, 2026

A Sharm si tratta in salita. Clima positivo. Intercettata la seconda Flotilla

Donald Trump vede una “reale possibilità” di raggiungere un accordo di pace a Gaza in questo momento. “Siamo in trattative molto serie”, ha detto il presidente americano Trump parlando delle trattative sul piano di pace per Gaza durante l’incontro con il primo ministro del Canada, Carney alla Casa Bianca. “Credo che ci sia la possibilità di raggiungere la pace in Medio Oriente. È qualcosa che va anche oltre la situazione di Gaza” ha aggiunto TrumpNel secondo giorno di negoziati indiretti in Egitto, a Sharm el-Sheikh, non sono stati registrati progressi positivi nei colloqui che potrebbero segnare una svolta. Lo hanno fonti negoziali alla tv israeliana Kan. I colloqui tra le parti proseguono anche nei prossimi giorni. Ieri le parti hanno discusso le lacune e hanno coordinato le aspettative per il futuro. I colloqui indiretti sono ripresi ieri e le parti stanno esaminando il piano per porre fine alla guerra a Gaza del presidente americano Donald Trump. Nelle prossime ore sono attesi a Sharm el-Sheikh l’inviato Usa per il Medio Oriente Steve Witkoff, il genero di Trump, Jared Kushner, e il capo dell’intelligence turca, Ibrahim Kalin. Steve Witkoff e Jared Kushner sono arrivati a Sharm el Sheikh in Egitto per partecipare ai colloqui indiretti tra Israele e Hamas volti a raggiungere un accordo di cessate il fuoco a Gaza, riportano media egiziani e americani. L’inviato e il genero-consigliere di Donald Trump – viene ricordato dandone notizia – sono stati gli artefici del piano in 20 punti del presidente Usa che prevede tra le altre condizioni un ritiro graduale di Israele dalla Striscia e il rilascio di tutti gli ostaggi ancora in mano ad Hamas entro 72 ore dall’inizio della tregua.Sono necessarie “forti garanzie internazionali scritte” per assicurare che Israele rispetti i propri obblighi. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, al media saudita Al-Arabiya. Il Qatar, ha aggiunto, vuole garantire che i punti attualmente al centro dei colloqui in Egitto — il ritorno degli ostaggi, la liberazione dei prigionieri palestinesi e una tregua nei combattimenti — porti al ritiro di Israele da Gaza, all’ingresso di maggiori aiuti umanitari e alla fine permanente della guerra. Al-Ansari ha osservato che il piano Trump attualmente in discussione esclude esplicitamente lo sfollamento dei residenti di Gaza, così come la possibilità di annessione e occupazione. Il primo ministro del Qatar, Mohammed Abdulrahman Al Thani, è atteso oggi in Egitto per partecipare ai negoziati indiretti in corso tra Israele e Hamas. In una nota, la Freedom Flotilla Coalition ricorda che l’abbordaggio arriva una settimana dopo quello attuato contro le oltre 40 imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, avvenuto a circa 70 miglia dalle coste di Gaza, con il sequestro di oltre 450 attivisti, e dopo quello delle navi Handala e Madleen.Nella nota viene anche ricordato “l’attacco messo a segno da Israele con un drone contro la ‘Conscience’ in acque europee all’inizio di quest’anno, che ha lasciato la nave fuori uso e in fiamme”. “Questi ripetuti attacchi contro civili disarmati dimostrano la deliberata escalation di Israele e il totale fallimento dei governi nel far rispettare il diritto internazionale”, ha denunciato ancora la Freedom Flotilla, chiedendo “la fine del blocco illegale e mortale di Gaza da parte di Israele; la fine del genocidio di Gaza da parte di Israele; l’immediato rilascio di tutti i volontari rapiti; l’immediata consegna degli aiuti umanitari direttamente ai palestinesi, indipendentemente dal controllo israeliano; e la piena responsabilità per gli attacchi militari alle imbarcazioni della Flotilla”. Continuano le difficoltà per le missioni umanitarie Onu di entrare a Gaza per portare gli aiuti alla popolazione. Così le Nazioni Unite nel corso dell’incontro quotidiano con i media internazionali, al Palazzo di Vetro. “Ieri – ha detto il portavoce, Stephane Dujarric – otto su venti missioni coordinate dalle Nazioni Unite con le autorità israeliane sono state facilitate, incluse le operazioni di raccolta dei rifornimenti dal valico di Kerem Shalom. Quattro missioni sono state cancellate dagli organizzatori e quattro missioni sono state negate, tra cui la raccolta di carichi alimentari già entrati a Gaza. Altre quattro missioni sono state ostacolate sul terreno: queste includevano raccolte di carichi alimentari dai valichi di Kerem Shalom, Karem Abu Salem e Kissufim, parzialmente completate, nonché la raccolta di forniture mediche, che è stata portata a termine nonostante vari impedimenti”.  Per un reale potenziamento delle operazioni umanitarie, ha spiegato l’Onu, “devono essere aperti ulteriori valichi e le restrizioni sull’ingresso e il movimento degli aiuti umanitari all’interno di Gaza devono essere revocate immediatamente”. Attualmente, solo un numero limitato di organizzazioni umanitarie e agenzie Onu è autorizzato dalle autorità israeliane a portare rifornimenti.

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