sabato, Febbraio 21, 2026

Israele-Hamas hanno firmato l’accordo di pace di Trump. Ostaggi liberi entro lunedì

“La bozza finale della fase uno è stata firmata questa mattina in Egitto da tutte le parti per il rilascio di tutti gli ostaggi”. Lo ha detto la portavoce del governo israeliano Shosh Bedrosian. Festeggiamenti in strada nella Striscia. Hamas ha dichiarato che l’accordo determina il ritiro delle Idf, l’ingresso di aiuti e lo scambio di prigionieri. Hamas e Netanyahu hanno entrambi ringraziato il presidente Usa. L’esercito israeliano manterrà il controllo di circa il 53% del territorio di Gaza. Lo ha detto la portavoce del governo. Il premier israeliano “Benyamin Netanyahu mi ha detto al telefono: ‘Non ci posso credere. Ora piaccio di nuovo a tutti – intendendo se stesso – e, soprattutto, tutti amano di nuovo Israele’. Io gli ho detto: ‘Bibi, Israele non può combattere contro tutto il mondo, e lui questo lo capisce benissimo’”: lo ha affermato il presidente Usa Donald Trump nell’intervista telefonica resa stanotte a Fox News a Hannity dopo il raggiungimento dell’accordo su Gaza. Nella stessa intervista Trump ha detto che per questo risultato “tutto il mondo si è messo insieme”, aggiungendo che “così tanti Paesi che non avresti mai detto si sono messi insieme per questo accordo. Tanto Paesi che non ti immagini si sono collegati lì (a Sharm el Sheik), hanno offerto tutto l’aiuto necessario (…) è stato un periodo di tempo veramente incredibile. E’ così grande per Israele, per i musulmani, per i Paesi arabi e per gli Stati Uniti d’America. Più che una pace a Gaza, questa è la pace in Medio Oriente”. Hamas ha detto di aver bisogno di almeno 10 giorni per localizzare i corpi degli ostaggi israeliani morti. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti. In tutto gli ostaggi israeliani sono 48, di cui 20 sarebbero in vita. Una volta che saranno liberati, Israele dovrebbe rilasciare 250 palestinesi che sono nelle carceri israeliane e 1.700 palestinesi che sono detenuti a Gaza. Il premier indiano Narendra Modi ha salutato su X con un “benvenuto” l’accordo della prima fase del piano di pace del presidente Trump per Gaza. Dopo avere aggiunto che “questo risultato riflette la forte leadership del premier Netanyahu”, Modi ha espresso la speranza che il rilascio degli ostaggi e l’incremento dell’assistenza umanitaria alla popolazione porti sollievo a Gaza e apra la strada per una pace duratura”. Il partito del Congresso, principale formazione di opposizione del paese, ha immediatamente reagito alle affermazioni del Premier definendo “vergognoso e moralmente atroce” il suo elogio “inqualificabile” per  Netanyahu e ha sottolineato il silenzio di Modi sul futuro di uno stato di Palestina independente e sovrano. Nel comunicato diffuso da Hamas in lingua araba dopo l’annuncio dell’accordo si legge: “Dopo negoziati seri e responsabili condotti dal movimento e dalle fazioni della resistenza palestinese riguardo alla proposta del presidente Trump a Sharm el-Sheikh, con l’obiettivo di porre fine alla guerra di sterminio contro il nostro popolo palestinese e ottenere il ritiro dell’occupazione dalla Striscia di Gaza, il Movimento di Resistenza Islamica (Hamas) annuncia di aver raggiunto un accordo che prevede la fine della guerra su Gaza, il ritiro dell’occupazione, l’ingresso degli aiuti umanitari e uno scambio di prigionieri”. L’organizzazione fondamentalista continua: “Apprezziamo profondamente gli sforzi dei fratelli mediatori in Qatar, Egitto e Turchia, così come valorizziamo l’impegno del presidente americano Donald Trump volto a fermare definitivamente la guerra e garantire il completo ritiro dell’occupazione dalla Striscia di Gaza”. “Invitiamo il presidente Trump, i Paesi garanti dell’accordo, e tutte le parti arabe, islamiche e internazionali a obbligare il governo dell’occupazione a rispettare pienamente gli obblighi previsti dall’accordo, e a non permettergli di eludere o ritardare l’attuazione degli impegni presi”. 

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