“L’Ucraina ha un disperato bisogno dei Patriots. Vorrebbero avere i Tomahawk. Vedremo”. Ad affermarlo, secondo quanto riferiscono i media Usa, è il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sull’aereo Air Force One che lo porta in Medio Oriente parlando con i giornalisti. “Forse dovrei parlarne con la Russia. I Tomahawk rappresentano un nuovo livello di aggressione. Se questa guerra non verrà risolta, gli manderò dei Tomahawk. È un’arma incredibile e molto offensiva”. “La questione dei missili Tomahawk è motivo di estrema preoccupazione”. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, riferendosi a un’eventuale fornitura di missili Tomahawk dagli Usa all’Ucraina. “Questo è davvero un momento molto drammatico, dato che le tensioni stanno aumentando da tutte le parti”, ha detto al giornalista della televisione di Stato russa Pavel Zarubin. Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, stretto alleato del presidente russo Vladimir Putin, ha affermato in alcune dichiarazioni rilasciate oggi che dubita che gli Stati Uniti forniranno all’Ucraina missili da crociera Tomahawk. “Penso che dovremmo calmarci al riguardo. Il nostro amico Donald a volte adotta un approccio più deciso, ma poi la sua tattica è quella di allentare un po’ la presa e fare un passo indietro. Pertanto, non dovremmo prendere questa dichiarazione alla lettera, come se domani partissero davvero”, ha detto Lukashenko a Zarubin, che domenica ha pubblicato le sue dichiarazioni sul suo canale Telegram. “Ho appena parlato con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, per la seconda volta in due giorni, e anche oggi è stata una conversazione molto produttiva. Ieri abbiamo concordato alcuni argomenti da trattare oggi e abbiamo discusso proprio tutti questi aspetti della situazione. La protezione della vita nel nostro paese, il rafforzamento della difesa aerea, della nostra resilienza e della nostra capacità di raggiungere obiettivi lontani. Molti dettagli riguardanti l’energia. Il presidente Trump è ben informato su tutto ciò che sta accadendo. Abbiamo deciso di continuare la nostra conversazione e le squadre si stanno preparando. Grazie!”. Lo scrive Volodymyr Zelensky, in un post sui social che sembra confermare indirettamente la possibilità di una fornitura statunitense di missili a lungo raggio Tomahawk, come svelato ieri da un retroscena della testata investigativa Axios.
“Ho parlato con il presidente Emmanuel Macron. Grazie alla Francia per il suo grande impegno nella difesa della vita. Ho informato sulle nostre esigenze prioritarie, che riguardano innanzitutto la difesa aerea: i sistemi e i missili necessari. La Russia sta approfittando del momento, ovvero del fatto che il Medio Oriente e le questioni interne di ogni paese stanno ricevendo la massima attenzione. Gli attacchi russi sono diventati più subdoli. Abbiamo discusso su come contrastarli. Abbiamo anche coordinato i nostri contatti con altri partner e le attività diplomatiche delle prossime settimane. Stiamo lavorando per aumentare la pressione sulla Russia”. Così sui social il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. L’Ucraina ha ricevuto informazioni di intelligence Usa per colpire le risorse energetiche russe, comprese le raffinerie di petrolio situate ben oltre la linea del fronte. Lo scrive il Financial Times citando fonti informate. “Questo sostegno si è intensificato da metà estate”, e “gli attacchi di Kiev hanno fatto schizzare alle stelle i prezzi dell’energia in Russia e costretto Mosca a tagliare le esportazioni di gasolio e a importare carburante”, scrive il Ft.
Zelensky-Trump, seconda telefonata in due giorni: “Servono missili a lungo raggio”






