“Ci avete tolto il diritto di lavorare”, c’è scritto su un lenzuolo appeso a una barca.
I pescatori di Anzio sono a terra da un mese e mezzo. A bloccarli il fermo biologico che vieta la pesca a strascico fino al 30 novembre. Uno stop che li ha messi in ginocchio, ma almeno dal primo dicembre potranno tornare a uscire in mare senza rischi. Per anni, oltre alla crisi del settore, hanno dovuto fronteggiare il pericolo che i loro mezzi si incagliassero per il fondale troppo basso. Il dragaggio sollecitato quasi per un decennio dai titolari delle società degli aliscafi diretti alle isole pontine e dagli stessi pescatori è finalmente arrivato. 30mila metri cubi di sabbia rimossi con un intervento della Regione, proprietaria del porto, da un milione di euro. La creazione così di un canale lungo 200 metri e largo 80, con profondità di 5 metri, in cui barche e pescherecci possono entrare e uscire in sicurezza. La sabbia rimossa è stata utilizzata per il ripascimento del tratto di costa nord di Anzio.
A primavera potrebbe esserci un ulteriore escavo per allargare ancora di più il canale di accesso al porto, un altro passo per la rinascita dello scalo e dell’economia marittima del litorale romano. I pescatori, però, chiedono una draga fissa per evitare che con le correnti si possa ricreare il problema. Sicuramente, spiega il Comandante della Guardia Costiera di Anzio, Lorenzo Giovannone, è necessario una manutenzione continua che possa mantenere libera la “strada preferenziale” ora creata.
Anzio, “Ci avete tolto il diritto di lavorare”






