Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha deciso di rimuovere il suo potente capo di gabinetto e principale negoziatore, Andriy Yermak, dopo un’irruzione da parte degli investigatori nella sua abitazione nell’ambito di un ampio procedimento per corruzione. La mossa segna un momento turbolento per il governo ucraino, già sotto forte pressione su più fronti. Secondo quanto riferiscono fonti governative, l’indagine avrebbe coinvolto diversi membri dell’entourage di Yermak, denunciando irregolarità economiche di lungo corso. L’azione delle autorità è arrivata in un momento critico: Yermak, 54 anni, era destinato a guidare negoziati di pace con gli Stati Uniti, previsti nel quadro di un piano lanciato da Washington per porre fine al conflitto con la Russia. Ma, con la sua rimozione, il delicato incarico è stato affidato al segretario del Consiglio di Sicurezza ucraino, Rustem Umerov, dicono due alti funzionari ucraini. Il licenziamento di Yermak è un duro colpo per Zelensky, non solo per il ruolo strategico che Yermak ricopriva, ma anche per il simbolismo: la leadership ucraina è costretta ad affrontare una crisi interna proprio mentre l’offensiva russa nell’Est del Paese si intensifica. L’alleato statunitense, che aveva promosso il piano di pace, potrebbe ora rivedere le sue strategie, temendo concessioni che Kiev non può più sostenere senza Yermak al suo fianco. Il presidente russo Vladimir Putin ha colto l’occasione per ribadire il suo discorso: l’Ucraina è un Paese “instabile” e i negoziati di pace, secondo Mosca, dovrebbero portare a “soluzioni realistiche”. Nel frattempo, a Bruxelles e Washington cresce l’attenzione: come reagiranno i partner occidentali all’improvvisa turbolenza interna ucraina? La rimozione di Yermak non è solo un cambio nell’assetto politico di Kiev, ma un vero terremoto diplomatico: gli equilibri della trattativa di pace potrebbero ora dipendere da facce nuove, mentre la guerra prosegue e le sfide sul campo si infittiscono. Un attacco di droni russi ha colpito la capitale ucraina nelle prime ore di oggi, uccidendo una persona e ferendone sette, hanno riferito le autorita’ di Kiev. Forti esplosioni sono state udite in citta’ intorno a mezzanotte e le forze di difesa aerea sono intervenute. “I droni nemici sorvolano la citta’, e le forze di difesa aerea sono intervenute. Ci sono diversi obiettivi alla periferia della capitale”, ha dichiarato Tymur Tkachenko, capo dell’amministrazione militare di Kiev, su Telegram.
“Attualmente, a Kiev si contano un morto e sette feriti, tra cui un bambino”, ha scritto in seguito Tkachenko. Ha affermato che la vittima e’ un uomo. Il sindaco Vitaly Klitschko ha avvertito la popolazione di rimanere nei rifugi durante l’attacco. Edifici residenziali in diversi quartieri e automobili sono stati danneggiati, ha aggiunto. “Al momento ci sono sette feriti nella capitale. Quattro di loro sono stati ricoverati in ospedale dai medici”, ha detto Klitschko, sempre su Telegram. In precedenza, aveva pubblicato che tra i feriti c’era anche un bambino di 13 anni.
Zelensky rimuove Andriy Yermak in piena tempesta: irruzione per corruzione scuote Kiev






