Il bando per l’organizzazione del Capodanno continua a far discutere e accende lo scontro politico in città. La decisione dell’amministrazione di annullare la procedura in autotutela non ha placato le polemiche: anzi, ha dato nuovo fiato all’opposizione, che parla apertamente di un esito scritto fin dall’inizio. «Lo avevamo previsto: non siamo indovini, leggiamo solo le carte», attaccano in una nota congiunta Partito Democratico, Ladispoli Attiva, Ladispoli Cambia e Progetto Ladispoli, usando toni sarcastici e allo stesso tempo accusatori. Secondo le forze di minoranza, i criteri inseriti nel bando – punteggi, requisiti e clausole territoriali – avrebbero consentito «a un solo soggetto» di aggiudicarsi la gara. «L’abbiamo scritto subito, chiedendo l’annullamento in autotutela, e così è stato», sottolineano. Il punto sollevato dall’opposizione è netto: «Perché fare un avviso pubblico se l’esito è già scontato? La risposta è semplice: per ammantarsi politicamente di una equidistanza e una trasparenza che non si pratica». La minoranza parla di una gara “aperta” solo sulla carta, ma costruita con «criteri sartoriali», cuciti su misura. E osserva come negli ultimi giorni, sui social, sia apparso un «energico spam» per valorizzare il curriculum della Pro Loco, soggetto risultato vincitore prima dell’annullamento. «Rischia di sembrare un’excusatio non petita – spiegano –, perché la nostra battaglia non riguarda le associazioni ma chi amministra e imposta le procedure pubbliche». Ora gli esponenti di Pd e civiche promettono di passare dalle parole ai fatti: «Chiederemo immediatamente l’accesso agli atti: verbali, punteggi, offerte, contratto ed eventuali anticipi. Continueremo inoltre a segnalare ogni criticità alle autorità competenti». Non solo. «Aggiorneremo l’esposto alla Corte dei Conti non appena arriverà la rendicontazione dell’evento». Il messaggio politico è chiaro: «Ladispoli merita gare vere, non avvisi pubblici di facciata. E merita un’Amministrazione che tuteli davvero i soldi dei cittadini, non procedure costruite per confermare ciò che era già deciso».
Capodanno a Ladispoli, il bando fa esplodere la polemica: l’opposizione accusa “criteri sartoriali”






