Cerveteri conserva un primato poco noto ma di enorme valore culturale: quello di aver dato i natali al volontariato archeologico italiano. È qui che, nel 1963, Ludovico Magrini fondò il Gruppo Archeologico Romano (GAR), avviando un’esperienza pionieristica destinata a segnare la storia della tutela del patrimonio nazionale. In un periodo in cui il fenomeno dei tombaroli minacciava pesantemente le necropoli etrusche, il GAR mosse i primi passi proprio sul territorio cerite, organizzando gruppi di cittadini determinati a contrastare le attività clandestine e a proteggere i siti archeologici. Un impegno spontaneo, civico, che anticipò di decenni il concetto moderno di volontariato culturale. Da allora, il GAR non ha mai smesso di operare. La Sezione di Cerveteri-Ladispoli, erede diretta di quella intuizione, è ancora oggi attiva dopo 62 anni, svolgendo attività di supporto alla ricerca, visite guidate, iniziative divulgative e collaborazioni con gli enti preposti alla conservazione del patrimonio archeologico. Un percorso lungo e coerente che conferma quanto la città etrusca sia stata – e continui a essere – un punto di riferimento nazionale nella tutela dal basso dei beni culturali, dimostrando come il volontariato possa rappresentare un argine prezioso alle minacce che gravano sul nostro passato.






