giovedì, Aprile 2, 2026

Santa Marinella ritrova Don Giovanni Di Michele: l’amato sacerdote presenta le sue nuove opere a 88 anni

Santa Marinella accoglie con affetto il ritorno di Don Giovanni Di Michele, figura storica della comunità cittadina e sacerdote amatissimo, che proprio qui mosse i primi passi del suo ministero dopo l’ordinazione. Alla Chiesa di San Giuseppe, dove arrivò appena uscito dal seminario, Don Giovanni seppe coinvolgere una generazione di giovani, diventando un punto di riferimento per attività sportive, iniziative associative e momenti di crescita spirituale che sono rimasti impressi nel cuore di tanti. Nonostante i molti anni trascorsi e gli incarichi diocesani che lo hanno portato lontano, il legame con Santa Marinella non si è mai spezzato. E proprio per celebrare questo rapporto profondo, il Comitato Pro Museo Storico di Santa Marinella, grazie al professor Livio Spinelli e alla giornalista Marilena Curti, ha organizzato un incontro pubblico con Don Giovanni, oggi 88enne, che torna dai suoi lettori con due nuove opere: “Incontri umani di Gesù” e “La chiesa incarnata del Concilio Vaticano II° nel 3° millennio”. Durante l’appuntamento, il sacerdote ha ripercorso i passaggi più significativi della sua vita pastorale, compresi gli anni trascorsi come parroco di Cesano, alla Chiesa di San Giovanni Battista. Qui, racconta, veniva spesso affiancato da alcuni agostiniani nelle celebrazioni e nelle attività parrocchiali, tra cui anche Don Robert Francis Prevost, oggi diventato Papa Leone XIV. Le nuove opere di Don Giovanni offrono una riflessione intensa e profondamente umana sulla figura di Gesù e sul rapporto tra Chiesa, spiritualità e società contemporanea. Nei suoi scritti – spiegano gli organizzatori – emerge una capacità rara di raccontare le relazioni umane del Cristo con amorevole delicatezza e concreta quotidianità, restituendo un messaggio universale di speranza, vicinanza e conforto. «Quando mi troverò davanti a Lui – confida Don Giovanni alla Curti – dovrò rendergli conto e rispondere alle sue domande, ma anche io avrò qualche domanda da fargli», dice con il sorriso di chi ha attraversato la vita restando fedele alla sua vocazione e al suo stile di dialogo. Una serata carica di emozione, che ha permesso alla comunità di riabbracciare uno dei suoi sacerdoti più rappresentativi, depositario di una storia che continua a intrecciarsi con quella di Santa Marinella.

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