Spunta sui social un video che, a prima vista, sembra mostrare un clamoroso attacco ucraino con droni contro la presunta residenza di Vladimir Putin a Valdai. Le immagini, rilanciate con rapidità da profili russi su TikTok, Telegram e X, hanno fatto il giro della rete alimentando sospetti, allarmi e narrazioni di guerra ad alto impatto emotivo. Ma si tratta di un falso, costruito con cura e diffuso sfruttando il contesto di tensione e la difficoltà di verifica immediata tipica dei conflitti contemporanei. La clip mostra l’arrivo di due droni che si dirigono verso un edificio presentato come la “reggia” del presidente russo. In sequenza, uno dei velivoli viene abbattuto in volo, accompagnato da esplosioni e dense colonne di fumo. Il secondo drone, invece, colpisce quello che viene indicato come l’ingresso della residenza e poi si allontana, sorvolando il cancello della zona nord e scomparendo oltre il perimetro. Un racconto visivo studiato per suggerire un attacco riuscito, seppur parziale, al cuore simbolico del potere russo. Un’analisi più attenta, però, smonta rapidamente la veridicità del filmato. Le incongruenze sono numerose e facilmente verificabili. La prima riguarda proprio l’edificio: la struttura mostrata nel video non corrisponde alle caratteristiche note della reale residenza di Putin a Valdai. Le forme architettoniche, le proporzioni, la disposizione degli spazi e persino il contesto paesaggistico differiscono in maniera rilevante da quanto documentato negli anni da immagini ufficiali e satellitari. Un dettaglio tutt’altro che secondario, che mina alla base l’autenticità delle riprese. A rafforzare la tesi del fake c’è poi la versione fornita dalle autorità di Mosca. La denuncia russa, che continua a fare riferimento a un attacco effettivamente avvenuto con droni, ha chiarito che i velivoli sarebbero stati neutralizzati senza provocare alcun danno a persone o cose. Nessuna esplosione, dunque, e nessun impatto nei pressi della residenza di Valdai, in netta contraddizione con quanto mostrato nel video virale. Il caso riporta al centro dell’attenzione il ruolo della disinformazione nel conflitto tra Russia e Ucraina, dove immagini manipolate, video ricostruiti o decontestualizzati vengono utilizzati per rafforzare narrative politiche e militari. In un ecosistema digitale dominato dalla velocità e dall’emotività, anche un filmato visivamente convincente può rivelarsi un’operazione di propaganda. E l’episodio di Valdai ne è l’ennesima dimostrazione.
Attacco a casa di Putin, spunta il video: è un fake di pessima fattura






