C’è un’idea di Roma che non passa dalle pietre, ma dalle foglie, dai viali, dalle fontane che disegnano lo spazio. È quella dei giardini, luoghi di bellezza e di potere, di svago e di rappresentazione Quasi centonovanta opere tra dipinti, disegni, stampe e manoscritti raccontano l’evoluzione delle aree verdi nell’immaginario artistico.
Dalle ville rinascimentali ispirate all’antico, simbolo dell’otium e della cultura umanistica, al fasto barocco del Seicento, con scenografie monumentali e fontane teatrali pensate per stupire. Passando per il Settecento aperto al dialogo con il giardino inglese, e l’Ottocento segnato dalle grandi trasformazioni urbanistiche, tra distruzioni e rinascita del verde pubblico. Fino al Novecento, quando i giardini diventano spazi collettivi.
E poi c’è una sezione dedicata alla vita in villa. 6 sezioni, apparati multimediali e una grande mappa interattiva guidano il visitatore in un viaggio tra arte e paesaggio, restituendo l’immagine di una città in continuo mutamento.
I giardini romani in mostra






