giovedì, Gennaio 8, 2026

Emergenza cinghiali a Ladispoli, scatta il nuovo piano di cattura

Dopo mesi di segnalazioni, timori e convivenze forzate, a Ladispoli entra in una nuova fase la gestione dell’emergenza cinghiali. Regione Lazio e Città Metropolitana hanno infatti attivato un nuovo piano di cattura per contrastare la presenza degli ungulati, che anche nelle ultime settimane hanno continuato a occupare interi quartieri della città, creando disagi e potenziali pericoli per la sicurezza pubblica. Fino al mese scorso, diverse famiglie di cinghiali, composte da esemplari adulti e piccoli striati, erano state avvistate con frequenza nei giardini pubblici di viale Alabama, nel quartiere Miami, trasformando le aree verdi in veri e propri rifugi. Presenze segnalate anche nei pressi della palude di Torre Flavia, zona naturalistica di pregio ma al tempo stesso delicata per la vicinanza alla viabilità urbana. Particolarmente critica la situazione per gli automobilisti in transito tra via Fontana Morella e via Primo Mantovani, dove non sono mancati attraversamenti improvvisi degli animali, con rischi elevati di incidenti stradali. Da qui le richieste, arrivate da residenti e amministrazione, di trasferire gli “ospiti indesiderati” in aree più idonee, lontane dal centro abitato. L’allarme era già esploso la scorsa estate nell’area di Caere Vetus, dopo che i cinghiali si erano stabiliti nel parco pubblico di via Nazario Sauro, proprio di fronte alla succursale del liceo scientifico, e persino nel bosco di Palo Laziale. Una situazione che aveva di fatto impedito a molte famiglie di portare i bambini nei parchi giochi, per il timore di incontri ravvicinati. In quel periodo, i volontari delle guardie zoofile di Fareambiente Ladispoli erano stati costretti a intensificare la vigilanza serale, pattugliando le strade per evitare contatti pericolosi tra i cinghiali e i cittadini, in particolare i proprietari di cani a passeggio. Nel frattempo, secondo quanto documentato dagli abitanti, un gruppo di animali si sarebbe spostato verso la frazione di Campo di Mare, nel territorio di Cerveteri, ampliando di fatto l’area interessata dal fenomeno. Un ulteriore segnale di come il problema non sia circoscritto a un solo comune ma riguardi un’intera porzione del litorale nord romano. Il nuovo piano di cattura punta ora a riportare la situazione sotto controllo, con interventi mirati e coordinati tra enti competenti. L’obiettivo è duplice: garantire la sicurezza dei cittadini e tutelare al tempo stesso il benessere degli animali, evitando che una presenza ormai fuori controllo continui a mettere a rischio la vivibilità dei quartieri e la sicurezza sulle strade.

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