La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imprenditore agricolo di 42 anni contro il sequestro preventivo della sua azienda e dei mezzi meccanici utilizzati per l’attività di giardinaggio ad Ardea. I giudici hanno così confermato l’ordinanza emessa dal Tribunale di Roma, rendendo definitivo il provvedimento cautelare. La vicenda risale ad aprile 2025, quando i carabinieri del N.O.E. di Roma, in collaborazione con il personale del Ministero dell’Ambiente e con la polizia locale di Ardea, coordinata dal maggiore Marzia Sgrò, avevano scoperto una presunta discarica abusiva all’interno di un fondo agricolo lungo via della Caffarella. L’area si trova in una zona di confine tra il territorio agricolo e il consorzio residenziale di Colle Romito, particolarmente sensibile dal punto di vista ambientale.L’intervento delle forze dell’ordine era scattato in seguito alle segnalazioni dei residenti, che avevano denunciato movimenti sospetti di mezzi e la presenza di odori anomali provenienti dal terreno. Una volta effettuati i primi accertamenti, l’area era stata immediatamente posta sotto sequestro per consentire approfondite verifiche. All’interno del fondo agricolo erano stati rinvenuti cumuli di potature, erba e altri scarti vegetali, ritenuti potenzialmente non conformi alla normativa ambientale vigente. Il sequestro aveva riguardato non solo il terreno, ma anche i mezzi meccanici impiegati nell’attività, al fine di impedire la prosecuzione delle presunte condotte illecite. Con la decisione della Cassazione, che ha giudicato inammissibile il ricorso della difesa, viene confermata la linea seguita dagli inquirenti e dal Tribunale capitolino. Il procedimento prosegue ora nel merito, mentre resta alta l’attenzione sul rispetto delle norme ambientali e sulla tutela di un’area al centro delle preoccupazioni dei residenti e delle istituzioni locali.






