Prosegue verso la conclusione la lunga vicenda dell’alloggio popolare di piazza Giuseppe Mazzini ad Ardea. Il decreto di rilascio adottato dall’Ater definisce anche le modalità operative successive allo sgombero, stabilendo che eventuali masserizie presenti all’interno dell’abitazione dovranno essere inventariate e, qualora necessario, depositate o smaltite a spese degli eredi del precedente occupante. Un passaggio tecnico ma rilevante, che mira a garantire la piena disponibilità dell’immobile una volta recuperato, evitando ulteriori ritardi nella restituzione del bene al patrimonio pubblico. La decisione dell’Ater è stata assunta sulla base del parere favorevole del Responsabile dell’Ufficio Gestione Alloggi, che ha certificato la regolarità amministrativa e contabile dell’atto. Nel provvedimento viene ribadito con chiarezza un principio ritenuto centrale dall’ente: l’utilizzo delle case popolari deve rispondere esclusivamente a criteri di emergenza abitativa, legalità e trasparenza, a tutela della collettività e di tutti coloro che attendono un’assegnazione secondo le graduatorie previste dalla legge. La vicenda resta però segnata anche da un evidente risvolto umano. Da un lato c’è la sofferenza familiare legata alla perdita della madre e alla continuità abitativa garantita alla figlia nel corso degli anni; dall’altro, la necessità per l’ente pubblico di intervenire per evitare che un’occupazione senza titolo si protragga ulteriormente, sottraendo una risorsa abitativa a chi ne ha diritto. Con il decreto di rilascio e le procedure conseguenti ormai definite, l’obiettivo dell’Ater e del Comune è quello di chiudere definitivamente una storia durata oltre un decennio, restituendo l’alloggio alla sua funzione originaria e riaffermando il principio di una gestione corretta ed equa del patrimonio di edilizia residenziale pubblica.






