sabato, Gennaio 10, 2026

Torre Valdaliga Nord, il sindaco scrive al Governo: “Serve una decisione immediata sul futuro della centrale”

Il futuro della centrale di Torre Valdaliga Nord e, con esso, il destino industriale ed economico della città tornano al centro del confronto istituzionale. Il sindaco di Civitavecchia ha inviato una formale comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e ai Dicasteri competenti per chiedere chiarimenti e un’assunzione di responsabilità che, sottolinea, “non è più rinviabile”. Il nodo principale riguarda la scadenza della convenzione, avvenuta il 31 dicembre, senza che a oggi sia stata adottata alcuna determinazione formale e definitiva da parte del Governo. Un vuoto decisionale che, secondo il primo cittadino, sta generando effetti concreti e negativi sul territorio. «L’assenza di una scelta chiara – si legge nella nota – al di là di dichiarazioni generiche e ipotesi non accompagnate da atti ufficiali, sta producendo un effetto paralizzante sui processi di programmazione, sugli investimenti e sulla tenuta occupazionale». Una situazione che alimenta incertezza tra lavoratori, imprese e istituzioni locali, impedendo una pianificazione seria e di lungo periodo. Il sindaco ricorda inoltre come già nel mese di agosto il Comune avesse manifestato una “viva preoccupazione” ai Ministeri competenti, in relazione alle notizie emerse sull’ordine del giorno accolto dal Governo nell’ambito del decreto legge ex Ilva n. 92/2025. Un atto che avrebbe prefigurato l’estensione dell’attività della centrale fino al 2038. Un’ipotesi che, se confermata, avrebbe implicazioni rilevanti non solo per Civitavecchia, ma anche per le politiche energetiche nazionali. Secondo l’amministrazione comunale, una proroga di questo tipo inciderebbe profondamente sul percorso di transizione energetica, sulla coerenza con gli obiettivi europei di decarbonizzazione e sul futuro industriale e sociale di un territorio che per decenni ha pagato un prezzo elevato in termini ambientali, contribuendo in modo determinante alla sicurezza energetica del Paese. Da qui l’appello al Governo affinché venga assunta una decisione chiara e definitiva, capace di dare certezze alla città e di delineare un percorso coerente tra sviluppo, tutela ambientale e occupazione. Un passaggio ritenuto ormai indispensabile per il futuro di Civitavecchia.

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