sabato, Gennaio 10, 2026

Discarica abusiva in un fondo agricolo di Ardea: la Cassazione conferma il sequestro

Utilizzava un terreno agricolo come discarica abusiva, trasformando un’area rurale in un sito di evidente degrado ambientale. Per questo un imprenditore agricolo di 42 anni, attivo nella zona di Marina di Ardea, si è visto confermare dalla Corte di Cassazione il sequestro preventivo della propria azienda, già disposto dal Tribunale di Roma. I giudici di legittimità hanno infatti dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall’uomo contro il provvedimento cautelare, confermando non solo il sequestro del fondo, ma anche quello dei mezzi meccanici utilizzati per le attività agricole. Secondo la Cassazione, il terreno era stato adibito alla raccolta incontrollata di sfalci di potature e ramaglie di vario genere, fino a configurarsi come una vera e propria discarica abusiva, con un impatto evidente sullo stato dei luoghi. La vicenda risale all’aprile 2025, quando, a seguito delle segnalazioni dei residenti, preoccupati per movimenti sospetti e odori insoliti, erano scattati i controlli. I carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (N.O.E.) di Roma avevano così individuato la presunta discarica all’interno di un fondo agricolo lungo via della Caffarella, al confine tra l’area agricola e il consorzio residenziale di Colle Romito. All’operazione avevano partecipato anche il personale del Ministero dell’Ambiente e la Polizia Locale di Ardea, coordinata dal maggiore Marzia Sgrò. Le verifiche avevano portato al sequestro dell’area e all’avvio del procedimento giudiziario, ora definitivamente consolidato dalla pronuncia della Suprema Corte. La decisione della Cassazione rappresenta un ulteriore segnale di attenzione sul fronte della tutela ambientale e del contrasto allo smaltimento illecito dei rifiuti, fenomeno che continua a destare preoccupazione nei territori a forte vocazione agricola e residenziale come quello di Ardea.

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