Otto studenti su dieci delle scuole medie e superiori dichiarano di aver sofferto il freddo in classe al rientro dopo la pausa natalizia. È quanto emerge da un sondaggio di Skuola.net condotto su un campione di 1.200 ragazzi, che fotografa una situazione diffusa e persistente nel tempo. Il 60% degli intervistati afferma di aver percepito temperature più basse del solito durante le lezioni, mentre un ulteriore 17% riferisce lo stesso disagio già sperimentato in passato. La percentuale complessiva sfiora così l’80%. In diversi casi non sono mancate proteste studentesche, anche nel Lazio, dove vengono citati istituti come il Pilo Albertelli, il Cavour, il Malpighi e il Paciolo di Bracciano. Secondo l’indagine, il problema non è episodico ma strutturale. Le condizioni dell’edilizia scolastica risultano sostanzialmente invariate da anni, con interventi recenti che hanno privilegiato soprattutto la fascia 0-6 anni, lasciando in secondo piano l’ammodernamento degli edifici destinati agli studenti più grandi. I dati del Ministero dell’Istruzione, aggiornati a settembre 2025, indicano che circa l’1,5% delle scuole è privo di un impianto di riscaldamento, mentre per l’8,7% non sono disponibili informazioni. Nella maggior parte degli edifici censiti si fa affidamento su sistemi tradizionali, in prevalenza a metano, oggi considerati costosi da mantenere. La combinazione tra costi energetici elevati e strutture poco efficienti dal punto di vista termico è indicata come una delle principali cause dei disagi. Per il 34% degli studenti, infatti, i riscaldamenti non sarebbero stati accesi nei giorni precedenti al rientro, rendendo difficile riportare a temperatura ambienti rimasti freddi per settimane. Un fattore che viene collegato alle esigenze di contenimento della spesa da parte degli enti locali proprietari degli edifici. Seguono criticità strutturali segnalate da quasi uno studente su cinque: infissi non isolanti, muri che disperdono calore e finestre aperte per il ricambio dell’aria, spesso adottato per limitare la diffusione dei virus stagionali. Una pratica che, secondo gli studenti, ha contribuito ad abbassare ulteriormente la temperatura nelle aule. I casi più gravi riguardano il 12% degli intervistati, che segnala impianti completamente fuori uso. Un ulteriore 9% parla di riscaldamenti mantenuti al minimo per ridurre i consumi, mentre il 3% riferisce un utilizzo limitato per evitare guasti a sistemi considerati obsoleti. L’8% non è in grado di indicare una causa precisa, limitandosi a segnalare il disagio. Per fronteggiare la situazione, il 52% degli studenti dichiara di non aver adottato contromisure. Il 36% segue le lezioni indossando il cappotto, mentre una quota minore ha fatto ricorso a coperte, stufe o cambi d’aula. In alcuni casi, pari all’1%, il freddo ha portato anche a una riduzione dell’orario scolastico.






