domenica, Gennaio 11, 2026

Ladispoli, computer in tilt al poliambulatorio: salta una mattinata di visite e scoppia la protesta degli utenti

Mattinata di disagi e rabbia al poliambulatorio della via Aurelia, a Ladispoli, dove decine di cittadini sono stati costretti a tornare a casa senza poter effettuare analisi e visite già programmate. Dopo ore di attesa in fila, infatti, agli utenti è stato comunicato che i computer erano bloccati e che ogni attività sarebbe stata rinviata a lunedì, lasciando tutti con un pugno di mosche in mano. «Dopo due ore di fila ci hanno detto che i computer erano bloccati e che saremmo dovuti andare via e tornare lunedì. Una vergogna». Non usa mezzi termini la signora Silvana, residente in città, che racconta la sua disavventura insieme a quella di tanti altri cittadini presenti nella struttura. Molti di loro avevano già ritirato il numero e attendevano il proprio turno per esami diagnostici, prelievi e visite specialistiche, dopo una lunga e paziente attesa. La comunicazione improvvisa ha fatto esplodere il malcontento, soprattutto tra chi aveva necessità urgenti. «Io dovevo effettuare delle analisi urgenti – prosegue Silvana – e di sabato non è assolutamente facile trovare un’altra struttura. E in più dovrò tornare lunedì e magari rimettermi in fila rinunciando a una giornata di lavoro». Una situazione che ha messo in difficoltà non solo i lavoratori, ma anche anziani e persone fragili, per i quali spostarsi e riprogrammare appuntamenti sanitari non è affatto semplice. Il blackout dei terminali, utilizzati quotidianamente dagli operatori per gestire prenotazioni, accettazioni e referti, ha paralizzato di fatto l’intera attività del poliambulatorio, punto di riferimento non solo per Ladispoli ma anche per Cerveteri e per altri comuni limitrofi. Numerosi anziani, già in coda dalle prime ore del mattino, sono stati costretti a rientrare a casa senza aver potuto svolgere le prestazioni di cui avevano bisogno. L’episodio riaccende i riflettori sulle difficoltà organizzative e tecnologiche della sanità territoriale, dove basta un guasto informatico per mandare in tilt un servizio essenziale. In attesa di chiarimenti ufficiali sulle cause del blocco, resta l’amarezza di una mattinata persa e di un diritto alla salute che, per molti cittadini, si è trasformato nell’ennesima corsa a ostacoli.

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