Nelle piccole comunità e nelle frazioni rurali, avere una scuola all’interno del paese rappresenta molto più di un servizio: è un vero e proprio presidio sociale ed educativo. A sottolinearlo è un residente di Cerveteri che ricorda la propria infanzia trascorsa nella frazione I Terzi, un piccolo borgo di campagna dove, oltre al bar e alla chiesa, non esistevano molti punti di riferimento. «Ma c’erano le scuole elementari e le scuole medie – racconta – e poter mandare i propri figli a studiare senza dover affrontare lunghi spostamenti era fondamentale». Il racconto mette in luce un tema spesso sottovalutato nelle politiche educative locali: la presenza di istituti scolastici vicino alle famiglie non serve solo a garantire un diritto fondamentale all’istruzione, ma contribuisce anche alla coesione e alla vitalità delle comunità più piccole. Senza scuole, i bambini devono spostarsi quotidianamente verso centri più grandi, un fattore che aumenta i disagi per le famiglie e può influire sulla vita sociale del borgo. A Cerveteri, dove numerose frazioni conservano ancora un carattere rurale e disperso, la scuola rappresenta dunque un nodo centrale per la comunità, un luogo in cui i giovani possono crescere e apprendere restando vicini al proprio territorio. L’esperienza personale del residente di I Terzi diventa così simbolo di un’esigenza più ampia: tutelare e valorizzare le scuole locali significa garantire non solo istruzione, ma anche continuità e futuro per le piccole frazioni del territorio.






