Tanta sofferenza, ma il premio finale vale tre punti d’oro per la Lazio, che al Bentegodi contro un roccioso Hellas Verona, ritrova un successo esterno che mancava dal 13 dicembre scorso, sempre per 1-0, a Parma. Sarri butta subito nella mischia il nuovo acquisto Kenneth Taylor, titolare come mezzala destra del centrocampo a tre con Cataldi e Vecino. Biancocelesti subito propositivi con Isaksen e Noslin, ma poi sono i padroni di casa a rendersi più pericolosi, con gli spunti di Giovane e Orban. La più nitida occasione per gli scaligeri arriva dai piedi di Bradaric, che scaglia un sinistro al veleno dal limite dell’area su cui Provedel si esibisce in tuffo. Poco prima dell’intervallo si rivede la Lazio con un colpo di testa di Romagnoli, alto di un soffio. A inizio ripresa ci riprova la squadra di Zanetti. Sarri inserisce Lazzari e l’altro nuovo arrivo Ratkov, rispettivamente per Pellegrini e Noslin. Una punizione di Marusic impegna Montipò poco prima dell’occasione gialloblu portata avanti da Sarr e finalizzata, con un destro che sfiora il palo, da Bernede. L’episodio decisivo a undici minuti dal novantesimo: Cancellieri serve Lazzari in profondità. L’ex Spal crossa in mezzo per cercare Ratkov o Pedro ma trova invece la deviazione del centrale danese Victor Nelsson, che inganna Montipò con un pallonetto tanto perfetto quanto involontario. Il numero 15 scaligero potrebbe farsi perdonare dai suoi tifosi al termine di un convulso assalto finale in area laziale, ma il suo tiro finisce alle stelle. Fa festa la Lazio, che sale a 28 punti e ritrova l’ottavo posto.






