lunedì, Gennaio 12, 2026

Ardea, diffamazione sui social: ecco come è nata l’inchiesta poi archiviata

Dietro l’archiviazione dell’inchiesta per diffamazione legata alla gestione dei rifiuti ad Ardea c’è una vicenda che affonda le sue radici nel settembre 2024 e in una lunga sequenza di post e commenti pubblicati sui social. Tutto ha inizio il 4 settembre di quell’anno, quando la persona offesa, il responsabile unico del procedimento del servizio di igiene urbana del Comune, deposita una querela sostenendo di essere stata diffamata e offesa attraverso contenuti apparsi sulla pagina Facebook “Disservizi ambienti e rifiuti comune di Ardea”. Nell’atto di denuncia venivano allegate numerose frasi pubblicate online, ritenute lesive della reputazione del funzionario, che in quei mesi era al centro di forti critiche per la gestione del servizio. Da lì prende il via l’indagine della Procura, che porta all’identificazione dell’amministratore della pagina social, accusato di aver utilizzato il profilo per attacchi personali e non soltanto per una critica all’operato dell’ente. Nel corso delle indagini l’indagato viene convocato e ascoltato a “SIT”, acronimo di Sommarie Informazioni Testimoniali, l’atto con cui una persona fornisce dichiarazioni agli inquirenti sui fatti oggetto dell’inchiesta. In quella sede l’uomo conferma di essere l’amministratore della pagina Facebook e fornisce la propria versione dei fatti. Successivamente viene formalmente identificato con la nomina di un difensore, passaggio che segna l’ingresso a pieno titolo nel procedimento penale. Dopo aver analizzato i contenuti contestati e il contesto in cui erano stati pubblicati, la Procura ha però ritenuto che non sussistessero gli estremi della diffamazione, chiedendo l’archiviazione del fascicolo. Una richiesta che il Giudice per le Indagini Preliminari ha accolto, chiudendo il caso. Resta sullo sfondo una vicenda che ad Ardea ha acceso un forte dibattito sul ruolo dei social network come strumento di denuncia civica e sul sottile confine tra critica, anche dura, e offesa personale, in una città dove la gestione dei rifiuti continua a essere uno dei temi più sensibili per i cittadini.

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