martedì, Gennaio 13, 2026

Usa, nuove proteste per la morte di Renee Good: 30 arresti. Fermi dell’Ice, i video shock

Lo Stato del Minnesota e le cosiddette Twin Cities (Minneapolis e St Paul) hanno fatto causa contro l’amministrazione Trump, sostenendo che l’operazione anti-immigrazione dell’Ice nello Stato è “un’invasione federale” e chiedendo un’ordinanza del tribunale che vi ponga fine.  “Questo deve finire; deve semplicemente finire”, ha dichiarato il procuratore generale del Minnesota Keith Ellison in una conferenza stampa. Secondo il Minnesota, il governo federale sta violando il Decimo Emendamento, appropriandosi illegalmente delle risorse statali, interferendo con l’autorità di governo del Minnesota e ignorando le leggi statali e le ordinanze cittadine. Almeno 30 persone sono state arrestate dagli agenti dell’immigrazione a Minneapolis durante le manifestazioni che si sono svolte nel weekend contro l’uccisione di Renee Good. I video delle forze dell’ordine che entrano con la forza in alcune auto e fermano le persone a bordo sono diventati virali sui social. In particolare in uno si vedono almeno tre agenti bloccare un uomo disarmato con violenza, buttarlo sul sedile e togliergli le scarpe. Mentre un altro intima alla folla che protesta di “andarsene”. Il governo federale ha lanciato a dicembre un’azione repressiva contro l’immigrazione nelle Twin Cities per colpire gli immigrati irregolari, soprattutto somali. Secondo due fonti federali delle forze dell’ordine, riporta la Cnn, si prevede che circa 1.000 agenti della Customs and Border Protection statunitense saranno dispiegati a Minneapolis, aggiungendosi al dispiegamento di circa 2.000 agenti già presenti. “Finché gli agenti federali saranno nella nostra città ad agire in modo incostituzionale contro i nostri vicini, continueremo a reagire con tutte le nostre forze”, ha dichiarato il sindaco democratico di Minneapolis, Jacob Frey. Sono oltre 1000 gli agenti aggiuntivi della Us Customs and Border Protection (Cbp) che verranno schierati a Minneapolis, all’indomani dell’uccisione di una manifestante da parte di un agente dell’Ice. Lo riferisce la Cnn. Sul campo erano già stati dispiegati circa 2000 agenti federali. Nel frattempo il Minnesota ha intentato causa contro l’amministrazione Trump, sostenendo che le operazioni federali anti immigrazione su larga scala nello Stato costituiscono “un’invasione federale delle città gemelle” (Minneapolis e Saint Paul). In meno di una settimana dall’inizio del nuovo anno, tre uomini arrestati dall’Immigration and Customs Enforcement (ICE) sono morti per complicazioni di salute in detenzione, secondo la stessa agenzia federale. Il primo, Parady La, un rifugiato cambogiano di 46 anni residente negli Stati Uniti da quando ne aveva due, è morto in ospedale il 9 gennaio, appena tre giorni dopo l’arresto. Secondo l’ICE, il decesso sarebbe legato a una presunta astinenza da sostanze stupefacenti. Le altre due vittime sono cittadini honduregni: Luis Beltran Yanez Cruz, 68 anni, deceduto il 6 gennaio in California, e Luis Gustavo Nunez Caceres, 42 anni, morto il 5 gennaio in Texas. Entrambi, secondo l’agenzia, soffrivano di problemi cardiaci. Cruz, che aveva tentato inutilmente di ottenere lo status di protezione temporanea dopo una precedente espulsione, era stato arrestato nuovamente a Newark nel novembre 2025. Nunez Caceres, accusato di immigrazione irregolare, era stato fermato nello stesso mese a Houston ed è deceduto in terapia intensiva. Le tre morti, rese note dall’ICE con un comunicato, hanno scatenato nuove dure proteste, che denunciano gravi episodi di negligenza medica. In particolare, per il caso di Parady La, i manifestanti sostengono che l’uomo sia giunto in ospedale quando era già in stato di morte cerebrale. Le associazioni che chiedono la chiusura dei centri di detenzione e la fine delle politiche restrittive contro i migranti accusano l’agenzia federale di disumanizzare persone che hanno già vissuto percorsi segnati dal dramma. A infiammare ulteriormente il clima di tensione, già scosso dall’uccisione di Renee Good a Minneapolis, sono i dati recenti diffusi dallo Stato: 32 detenuti sono morti nelle strutture dell’ICE da gennaio 2025, in coincidenza con l’inizio della presidenza Trump. Si tratta del numero di decessi più alto registrato dal 2004. L’anno scorso è stato inoltre toccato il picco record di circa 68.000 persone in custodia presso le strutture dell’agenzia.

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