mercoledì, Gennaio 14, 2026

Torna a Roma la “Rivoluzione” di Laika contro il regime iraniano

Si chiama “Rivoluzione” ed è dedicata alle proteste in Iran la nuova opera realizzata a Roma dalla street artist Laika. Una rappresentazione dal messaggio potente, apparsa alle prime luci dell’alba nelle vicinanze dell’ambasciata iraniana in via Nomentana. Protagonista una manifestante di Teheran che corre brandendo un’immagine dell’ayatollah Ali Khamenei in fiamme. Alle sue spalle, una scia si trasforma nella bandiera iraniana, con al centro la scritta “Enghelab” (“Rivoluzione”, in lingua farsi).  Secondo l’organizzazione non governativa ‘Iran Human Rights’, a diciassette giorni dall’inizio della nuova ondata di proteste antigovernative che ha travolto l’Iran sono oltre 600 i manifestanti uccisi, tra cui alcuni minorenni. Migliaia i feriti. Laika è nota per azioni di street art legate a temi internazionali e diritti civili. Con questa iniziativa torna a farlo nello stesso luogo a quasi tre anni di distanza. Nel marzo 2023 aveva infatti affisso un’opera intitolata “Poisoned by the Islamic Regime”, dedicata al caso dell’avvelenamento di studentesse iraniane. In una dichiarazione diffusa contestualmente alla nuova affissione, l’artista ha spiegato che la scelta di tornare davanti alla sede diplomatica iraniana risponde alla volontà di ribadire la propria posizione critica nei confronti della Repubblica islamica, sostenendo che il regime debba essere rovesciato. Nel testo che accompagna l’opera, Laika fa riferimento alle manifestazioni esplose dopo la morte di Mahsa Jina Amini e, più in generale, alla mobilitazione di giovani donne e famiglie contro quella che definisce una dittatura clericale. L’artista ha ribadito il proprio sostegno a un Iran democratico, richiamando lo slogan “Donna, Vita, Libertà”, divenuto simbolo delle proteste contro il regime.

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