Dopo dieci anni di attesa, disagi e deviazioni forzate, riapre ufficialmente il Ponte Giulio Rocco, il cavalcaferrovia strategico che collega la Garbatella al quartiere Ostiense, nel territorio dell’VIII Municipio di Roma. L’infrastruttura era stata chiusa nel 2016 a seguito della dichiarazione di inagibilità emersa dopo il terremoto del Centro Italia, che aveva reso evidente la vulnerabilità strutturale del vecchio ponte.La riapertura segna la conclusione di un intervento complesso e atteso, dal valore complessivo di 4,8 milioni di euro, finanziato in parti uguali da Roma Capitale e Regione Lazio. Un’opera non solo di ricostruzione, ma di profonda modernizzazione, pensata per rispondere alle esigenze di sicurezza, mobilità e vivibilità di un quadrante urbano densamente abitato e attraversato ogni giorno da migliaia di veicoli e pedoni. Il nuovo ponte, interamente realizzato in acciaio, presenta caratteristiche strutturali nettamente superiori rispetto al precedente. La larghezza complessiva è passata da 8,40 a 13,40 metri, consentendo una migliore distribuzione degli spazi e una maggiore sicurezza per tutti gli utenti. La carreggiata è ora organizzata su due corsie a senso unico, mentre i marciapiedi sono stati raddoppiati, garantendo un passaggio più agevole e protetto per i pedoni. L’imponente struttura pesa circa 370 tonnellate ed è stata progettata secondo i più recenti standard antisismici e di durabilità.Oltre al ripristino del collegamento viario, l’intervento ha incluso una visione più ampia di riqualificazione urbana. Entro il mese di marzo saranno completati i lavori nell’area circostante, con la riqualificazione del parcheggio adiacente e la piantumazione di 20 nuovi alberi, un contributo concreto al miglioramento del decoro e della qualità ambientale della zona. La riapertura del Ponte Giulio Rocco restituisce così alla città un’infrastruttura fondamentale, simbolo di una ferita rimasta aperta per un decennio e ora finalmente rimarginata, riportando fluidità alla viabilità tra Garbatella e Ostiense e segnando un passo importante nel percorso di rigenerazione del quadrante sud della Capitale.






