La Giunta ha approvato il Piano Particolareggiato di Zona “O” n. 35 “Ponte Linari-Campo Romano”. Con questa delibera si gettano le basi per la realizzazione degli interventi pubblici e privati. Il Piano nasce nel 1978 con una variante per il recupero urbanistico dei nuclei edilizi spontanei, ed è stato attuato nel 2001 mediante adozione. Nel corso del tempo, il Piano è stato oggetto di successive fasi di pubblicazione, raccolta delle osservazioni e controdeduzioni, nonché di una revisione sostanziale degli elaborati urbanistici nel 2017. Il Piano particolareggiato, che dovrà essere approvato anche in Assemblea Capitolina, indica la pianificazione esecutiva indispensabile all’individuazione e localizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria necessarie a garantire adeguati livelli di qualità urbana e servizi, e individua porzioni limitate di territorio destinate a interventi di completamento e di nuova edificazione, concepite come ricucitura del tessuto urbano esistente. Tali interventi hanno un valore stimato complessivo di oltre 105 milioni di euro, comprensivi dei costi per la mitigazione del rischio idraulico. Tra le opere di urbanizzazione primaria previste ci sono la sistemazione della viabilità pubblica, la realizzazione di marciapiedi, fognature, caditoie e illuminazione, mentre per quanto riguarda le opere secondarie ci sono un nido, una scuola materna e una primaria, aree a verde pubblico attrezzato e servizi per i cittadini. “Stiamo portando avanti un’attività intensa e continua sui territori più periferici della nostra città nei quali manca da sempre una pianificazione ordinata, in grado di garantire le opere fondamentali e i servizi essenziali – spiega l’assessore all’Urbanistica, Maurizio Veloccia – Circa un anno fa abbiamo approvato il Piano per le Opere pubbliche dei programmi urbanistici nelle periferie con una dotazione iniziale di 100 milioni di euro per sostenere una serie interventi proprio in queste zone. Con questo Piano abbiamo proposto e attuato anche un nuovo “metodo”: la destinazione dei fondi provenienti dalle periferie torna alle periferie stesse. Il finanziamento di queste opere, infatti, deriva per la maggior parte da oneri concessori e finanziari generati da interventi attuati nelle periferie e versamenti da parte dei Consorzi di recupero urbano a Roma Capitale, con vincolo di destinazione per la realizzazione di opere pubbliche nelle periferie ex abusive. Un vero e proprio cambio di paradigma, dunque, che ci consentirà di accelerare i tempi”.






