Un progetto corale, quello di Gaeta per diventare capitale italiana del mare 2026, che vuole rappresentare tutto un territorio rispondendo alla chiamata del Ministero per la protezione civile e le politiche del mare, che vuole porre al centro dell’agenda nazionale la tutela dell’ambiente marino e lo sviluppo della Blue Economy. La presentazione ufficiale stamattina – lunedì 19 gennaio – al Castello Angioino, proiettato sul litorale e sede dell’Università di Cassino: presenti le tante istituzioni che sostengono quello che a Gaeta si vuole trasformare nel manifesto di tutta la costa tirrenica, dal Golfo di Napoli fino ai confini della Toscana. A supporto ci sono infatti la Regione Lazio, le province di Latina e Caserta, 19 comuni tra Lazio e Campania, tra cui il capoluogo di provincia, Fondi, Formia e le città metropolitane di Napoli e Roma, col sindaco della capitale Gualtieri che proprio ieri ha parlato della candidatura in risposta alle sfide ambientali e climatiche, per una città che si propone come laboratorio virtuoso per coniugare cultura, tutela degli ecosistemi e sviluppo sostenibile. L’ultimo appoggio incassato è quello di Terracina, che ha rinunciato al suo tentativo, rinviato al 2027, per sostenere quello gaetano: ci sarà invece la concorrenza della vicina Sperlonga, che ha appena annunciato il suo progetto, col sostegno di Capri, Ventotene e Ponza, definite le “isole del mito”. Il cuore della proposta, nel recupero e valorizzazione dell’Antica Via Flacca, asse portante di un corridoio culturale, archeologico e marittimo.






