Resta fuori dalla fase finale il progetto congiunto di Pomezia e Ardea per la candidatura a Capitale italiana della Cultura 2028, nonostante l’ambizione e l’originalità dell’idea presentata. La proposta mirava a valorizzare il patrimonio artistico, storico e mitologico dei due Comuni del litorale sud romano, rafforzando al contempo l’identità culturale e la partecipazione dei cittadini.Il dossier aveva come filo conduttore il mito di Enea: secondo la tradizione, l’eroe troiano approdò sulle coste del Lazio nell’antica Lavinium, parzialmente corrispondente all’attuale territorio di Pomezia. Ad Ardea, invece, la leggenda raccontata da Ovidio nelle Metamorfosi lega Enea alla nascita della città: dopo la distruzione della città rutula e la vittoria su Turno, un airone si sarebbe sollevato dalle ceneri, dando origine al nome stesso di Ardea, che in latino significa “airone”. Un racconto potente, capace di intrecciare mito e storia con la possibilità di generare sviluppo culturale, sociale ed economico per l’intero territorio. Tuttavia, nonostante l’originalità e la solidità del progetto, la commissione ministeriale ha ritenuto che altre dieci candidature fossero più competitive, escludendo il duo Pomezia-Ardea dalla fase finale della competizione. Resta comunque un bagaglio di idee e progettualità che i due Comuni potranno valorizzare per iniziative future, tra promozione turistica, educazione culturale e sviluppo locale.






