giovedì, Gennaio 22, 2026

Aggressione a medico nel pronto soccorso del Vannini

Un medico in servizio presso il Pronto soccorso dell’ospedale Vannini è stato aggredito a Roma, nel quadrante est della città. A darne notizia è la Fp Cgil di Rieti–Roma Eva (Est-Valle dell’Aniene), che in una nota parla dell’ennesimo episodio di violenza ai danni del personale sanitario. Secondo quanto riferito dal sindacato, il professionista coinvolto è un proprio iscritto e l’episodio avvenuto all’interno della struttura sanitaria accreditata non rappresenta un caso isolato. Solo nel 2025, su scala nazionale, si contano oltre 20mila episodi di violenza contro operatori della sanità. Un fenomeno definito cronico e sistemico, che colpisce chi garantisce quotidianamente il diritto alle cure in contesti segnati da carenza di organico e sovraffollamento dei servizi di emergenza. La Fp Cgil sottolinea come il personale sanitario sia costretto a lavorare in condizioni di insicurezza inaccettabili, esposto a aggressioni fisiche e verbali. Il sindacato esprime solidarietà al medico coinvolto e a tutti i colleghi, denunciando quello che viene definito il fallimento di un sistema incapace di assicurare adeguate misure di prevenzione e protezione. Nel documento viene chiesta una presa di responsabilità da parte delle istituzioni competenti. Tra le richieste avanzate figurano l’attivazione di tutte le tutele previste per il lavoratore aggredito, l’istituzione di un presidio della Polizia di Stato all’interno dell’ospedale Vannini e l’apertura di un confronto strutturato tra parti sociali e istituzioni.Secondo la Fp Cgil, la sicurezza non può essere garantita solo attraverso  l’inasprimento delle pene, ma richiede investimenti mirati, ascolto degli operatori e interventi concreti nei luoghi di lavoro. Il sindacato ribadisce l’impegno a proseguire la mobilitazione affinché il diritto alla salute dei cittadini e il diritto alla sicurezza di chi opera nella sanità procedano insieme

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