Riprenderanno a breve gli scavi nella Casa del Jazz, nel cuore di Roma, in una galleria interrata lunga circa 500 metri mai ispezionata fino a oggi. A confermarlo all’Adnkronos è il prefetto di Roma, Lamberto Giannini, che sottolinea l’urgenza dell’operazione: «Ci sono state delle difficoltà tecniche che stiamo superando, ma andremo a vedere che cosa c’è là dentro. Qualunque cosa sia, la esploreremo anche con i vigili del fuoco, che ringrazio». Secondo Giannini, è stato individuato «un punto sensibile» e la prossima settimana è prevista un’ulteriore attività di sopralluogo, prima della pianificazione delle operazioni definitive: «Niente è lasciato perdere – spiega il prefetto –. Per operare in sicurezza sono necessari i giusti tempi». L’attività di scavo è stata richiesta dall’ex giudice Guglielmo Muntoni, oggi presidente dell’Osservatorio sulle politiche per il contrasto alla criminalità economica della Camera di Commercio. L’obiettivo è chiarire cosa si cela nei sotterranei della struttura, che in passato fu collegata a Enrico Nicoletti, ritenuto cassiere della Banda della Magliana. Muntoni ha ipotizzato la presenza di armi, esplosivi, preziosi o documenti, ma anche resti umani, tra cui quelli del giudice Paolo Adinolfi. Il mistero si intreccia con la vicenda di Emanuela Orlandi, scomparsa nel 1983. Pietro Orlandi, fratello della ragazza, commenta: «A Roma ogni volta che si scava da qualche parte si pensa subito a Emanuela, però questa circostanza è particolare perché i personaggi legati alla villa sono tutti collegati alla vicenda». Orlandi racconta di aver saputo della ripresa degli scavi circa un anno fa, attraverso un contatto che gli parlò di un ex magistrato impegnato da due anni con il georadar: «Lui era convinto che là sotto ci sia qualcosa legato a Emanuela. Quando si scava accadono sempre strane situazioni». Anche don Domenico Celano, conoscitore dei cunicoli sotterranei della struttura, ha dato il proprio contributo: «Ho approfondito la cosa perché conoscevo il posto e volevo aiutare a far riaprire gli scavi. Sono cavità storiche che non si possono toccare senza autorizzazione. Perché quelle gallerie sono state murate? È compito degli inquirenti accertarlo. Riprendere gli scavi è un dovere». Il fascino e il mistero della Casa del Jazz non risiedono solo nella storia criminale della Banda della Magliana o negli enigmi legati alla scomparsa di Emanuela Orlandi, ma anche nella complessità tecnica dei sotterranei, interrati e mai completamente esplorati. Il cantiere che sta per ripartire, con la collaborazione dei vigili del fuoco e delle autorità competenti, potrebbe finalmente dare risposte dopo decenni di speculazioni, speranze e inquietudini, alimentando ancora una volta il giallo che avvolge uno dei luoghi più enigmatici della Capitale.






