L’ufficio del primo ministro israeliano rende noto che “nell’ambito del piano in 20 punti del presidente Trump, Israele ha accettato di aprire il valico di Rafah con un’apertura limitata al solo transito di persone,sotto un meccanismo di pieno controllo israeliano. L’apertura del valico è stata subordinata al ritorno di tutti gli ostaggi vivi e all’impegno del 100% da parte di Hamas nella restituzionedi tutti gli ostaggi vivi e morti. In queste ore, l’Idf sta conducendo un’operazione per riportare in Israele il rapito deceduto, Ran Gvili. Al termine dell’operazione, Israele aprirà il valico di Rafah”. I ministri israeliani di estrema destra criticano la decisione di aprire il valico di frontiera di Rafah dopo aver completato le ricerche dell’ultimo ostaggio deceduto a Gaza, secondo i media dello stato ebraico. “Abbiamo fatto grandi cose come uccidere decine di migliaia di terroristi ma non abbiamo ancora eliminato completamene Hamas, ”avrebbe dichiarato il ministro della sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir durante una riunione di gabinetto. L’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi ha dichiarato che la sua sede centrale parzialmente demolita a Gerusalemme Est è stata incendiata. L’UNRWA, non ha fornito dettagli sulla causa dell’incendio presso la propria sede, che le autorità israeliane hanno sequestrato e iniziato a smantellare la scorsa settimana dopo aver vietato all’organizzazione di operare nel Paese nel 2025. “Dopo essere stata presa d’assalto e demolita dalle autorità israeliane, la sede centrale dell’UNRWA nella Gerusalemme Est occupata è stata ora incendiata”, ha dichiarato l’agenzia in un comunicato. Ha descritto l’incendio come parte di un “tentativo continuo di smantellare lo status di rifugiati palestinesi”.I vigili del fuoco e i soccorsi hanno dichiarato domenica mattina di essere intervenuti presso la struttura, dove stavano lavorando per “spengere l’incendio e impedirne la propagazione”, anche in questo caso senza fornire una causa. L’ONU aveva condannato il sequestro e le demolizioni della scorsa settimana, e l’UNRWA ha insistito sul fatto che le sue proprietà rimanessero protette dai privilegi e dalle immunità dell’ONU, una posizione ribadita domenica. “Come qualsiasi Stato membro dell’ONU in qualsiasi parte del mondo, senza eccezioni, Israele è legalmente obbligato a proteggere e rispettare le strutture dell’ONU”, ha dichiarato il portavoce dell’UNRWA Jonathan Fowler. L’UNRWA è stata creata appositamente per le centinaia di migliaia di palestinesi sfollati durante la creazione di Israele nel 1948 e fornisce servizi di registrazione dello status di rifugiato e servizi sanitari e educativi. Il suo complesso nella Gerusalemme Est annessa da Israele è privo di personale dal gennaio 2025, quando è entrata in vigore la legge che ne vieta le operazioni. Israele accusa l’UNRWA di fornire copertura ai militanti di Hamas, e una serie di indagini ha rilevato “problemi di neutralità” presso l’agenzia, ma ha sostenuto che Israele non aveva fornito prove conclusive. L’UNRWA opera ancora nella Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. Il governo israeliano ha prorogato di altri 90 giorni il divieto di trasmissione del canale panarabo Al Jazeera in Israele e nei Territori palestinesi, adducendo motivi di “sicurezza dello Stato”. La proroga è stata comunicata da Israele agli avvocati dell’emittente televisiva qatariota e prevede la chiusura delle sue sedi in Israele. Inoltre, vieta di fornire servizi alla rete e di pubblicarne i contenuti su altre piattaforme, come YouTube, ed obbliga i provider a bloccare l’accesso alle pagine web di Al Jazeera. La decisione è stata comunicata nove giorni dopo una notifica ufficiale ad Al Jazeera, nella quale le forze di sicurezza e l’esercito israeliani avevano specificato che la rete continuerebbe a rappresentare “un pericolo per la sicurezza dello Stato”. Il corrispondente di Al Jazeera in Israele, Walid al-Omari, ha sottolineato che la nuova proroga del divieto è di 90 giorni, rispetto ai 60 giorni previsti in precedenza. Il blocco è in vigore dal maggio 2024.Secondo quanto riferito al Times of Israel da una fonte vicina alla questione, l’inviato di Gaza per il Consiglio per la pace, Nickolay Mladenov, dovrebbe arrivare in Israele all’inizio di questa settimana per colloqui con alti funzionari sull’attuazione della seconda fase del piano in 20 punti del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per porre fine alla guerra di Gaza. Mladenov si recherà poi al Cairo per ulteriori colloqui con i mediatori dell’accordo di Gaza e con il Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza, afferma la fonte del giornale israeliano. Mladenov ha confermato questa settimana i piani per riaprire il valico di Rafah, quindi è probabile che i colloqui riguarderanno anche questa questione, oltre agli sforzi per smantellare le armi di Hamas.
Israele accetta riapertura valico Rafah dopo recupero ostaggio morto






