Il 27 gennaio ricorre la Giornata Mondiale di Commemorazione in Memoria delle Vittime dell’Olocausto. La giornata, proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a novembre del 2005, e istituita cinque anni prima dal nostro Paese con la legge del 20 luglio 2000, la n. 211, ricorda il giorno in cui nel 1945 le truppe sovietiche liberarono il campo di concentramento e di sterminio nazista di Auschwitz-Birkenau. Quel giorno di 81 anni fa veniva squarciato il velo sul periodo più tragico e oscuro della storia moderna. Al via, al Quirinale, la celebrazione della giornata con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Presenti tra gli altri, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i presidenti di Camera e Senato Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, il vicepremier Antonio Tajani, i ministri Giuseppe Valditara, Matteo Piantedosi, Alessandro Giuli e Andrea Abodi, la senatrice a vita Liliana Segre e Sami Modiano, sopravvissuti ai campi di sterminio. “Purtroppo, a distanza di molti anni, l’antisemitismo non è stato ancora definitivamente sconfitto”. Inizia con queste parole la riflessione della presidente del Consiglio in merito alla giornata di commemorazione:” È un morbo che è tornato a diffondersi, con forme nuove e virulente. Oggi ribadiamo il nostro impegno per prevenire e combattere ogni declinazione di questa piaga, che avvelena le nostre società e ha l’obiettivo di demolire i principi di libertà e rispetto che sono alla base della coesione sociale”. “Nel Giorno della Memoria ricordiamo i nomi e i cognomi delle vittime e rinnoviamo la memoria di ciò che è successo, anche attraverso la preziosa testimonianza dei sopravvissuti e dei loro discendenti”, continua Giorgia Meloni: “Oggi celebriamo i Giusti di ogni Nazione, che non esitarono a mettere a rischio la loro vita per opporsi al disegno nazista e salvare vite innocenti. In questa giornata torniamo a condannare la complicità del regime fascista nelle persecuzioni, nei rastrellamenti, nelle deportazioni. Una pagina buia della storia italiana, sigillata dall’ignominia delle leggi razziali del 1938″. La Repubblica Italiana e la sua Costituzione sono nate contro le ideologie che avevano avvelenato la prima meta’ del Novecento, sono nate dai campi di sterminio, dai combattenti per la liberta’. Nella Repubblica non c’e’ posto per il veleno dell’odio razziale e dell’antisemitismo”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando al Quirinale il Giorno della Memoria. “Mai nella storia dell’uomo uno sterminio era stato così lungamente progettato e così accuratamente programmato, nei minimi dettagli e con sconvolgente efficienza. In tutti i rami e le categorie dello stato nazista -giuristi, medici, economisti, scienziati, giornalisti, ingegneri, burocrati, militari, semplici cittadini trasformati in delatori- vi furono chiamati a dare -e fornirono- il loro attivo contributo per realizzare i deliri omicidi di un dittatore e dei suoi perfidi complici. I volenterosi carnefici di Hitler, secondo la efficace definizione di Daniel Goldhagen”. Ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. ”Il sistema di sterminio, di morte, di depravazione, che ha il suo culmine nella spaventosa macchina di morte di Auschwitz, è stato il frutto avvelenato -ha aggiunto il Capo dello Stato- di una grande, rovinosa menzogna. Una menzogna che si sviluppa lungo la storia e di cui la Shoah è stata la conseguenza più grave e mostruosa”. “Si può e si deve parlare di Gaza nel giorno della memoria: si può parlare si Iran, Iran, Ucraina e tutto ciò che chiama in causa la umanità, ma non si può usare Gaza contro il giorno della Memoria”. Lo ha detto la senatrice Liliana Segre durante la cerimonia per il Giorno della Memoria. “Non può succedere” ha aggiunto “che diventi occasione di una vendetta contro le vittime di allora”. In un quadro internazionale “dove tutto ci appare più fragile e precario” per i tanti Grandi Dittatori alla Chaplin che hanno occupato posti di potere, l’Unione Europea rappresenta un punto di riferimento ed “una orgogliosa e coraggiosa comunità di democrazie”. “Mi sembra di rivedere la scena satirica e anche poetica del personaggio del ‘Grande Dittatore’ di Charlie Chaplin che si balocca con il mappamondo, lo concupisce, lo fa volare per aria e lo riprende. Oggi non è un personaggio solo, ce ne sono contemporaneamente molti, tutti in posizioni di grande potere che ora fanno guerre, ora minacciano, ora bullizzano, ora rompono patti”.






