Tornano a colpire gli scassinatori seriali nel parcheggio del Granarone, area centrale e frequentata del comune etrusco, teatro dell’ennesimo episodio di criminalità che riaccende il dibattito sulla sicurezza urbana. A denunciare pubblicamente quanto accaduto è Katia, vittima di un nuovo furto avvenuto durante la notte ai danni del furgone Iveco del marito, parcheggiato nell’area esterna di quello che dovrebbe essere un luogo istituzionale maggiormente sorvegliato. Secondo il racconto, ignoti hanno forzato la serratura del mezzo, portando via materiale e lasciando dietro di sé danni ingenti. «È l’ottava volta in un anno – spiega – abbiamo sporto denuncia, ma la situazione sembra non cambiare. Possibile che non si sappia più dove parcheggiare in sicurezza? Ci sono anche delle telecamere davanti al cimitero vecchio, ma evidentemente non funzionano». Uno sfogo che fotografa il clima di esasperazione di chi, quotidianamente, vive il territorio e si sente sempre più esposto. «Di questo passo – aggiunge amaramente – ci ritroveremo a dormire nei camper, nei furgoni o nelle cabine dei camion». Il caso di Cerveteri non è isolato. A pochi chilometri di distanza, a Ladispoli, un altro episodio ha suscitato sconcerto e indignazione. Nel quartiere Cerreto, alcuni ladruncoli si sono introdotti nel giardino di una villetta scavalcando la recinzione e hanno rubato la cuccia del cane. Un gesto tanto inspiegabile quanto deplorevole, che ha lasciato senza parole il proprietario. «Tutto mi sarei aspettato – racconta Daniele – ma non che qualcuno arrivasse a portare via la casetta del mio cagnolino durante la notte». Due episodi diversi, ma un unico denominatore: la percezione crescente di insicurezza che attraversa il litorale. I cittadini chiedono controlli più serrati, telecamere funzionanti e una presenza più visibile delle forze dell’ordine, affinché aree pubbliche e quartieri residenziali non diventino terreno fertile per furti ripetuti e atti di inciviltà.






