venerdì, Gennaio 30, 2026

Cerveteri, Consorzio Sociale fermo al palo: associazioni e sindacati chiedono un cambio di rotta

A quindici giorni dalla richiesta formale di chiarimenti all’amministrazione comunale, resta ancora irrisolto il nodo sulla mancata costituzione del Consorzio Sociale tra Cerveteri e Ladispoli. Un blocco che, secondo associazioni e realtà del territorio, rischia di avere conseguenze pesanti sui servizi sociali e, soprattutto, sulle fasce più fragili della popolazione. A intervenire con un documento congiunto sono numerose associazioni e organizzazioni sindacali, che ricordano come lo statuto del Consorzio sia stato già approvato all’unanimità dal Consiglio comunale di Ladispoli. «Al netto del fatto che sicuramente si poteva fare meglio – spiegano – con un confronto più ampio con consiglieri comunali, tecnici di settore e organizzazioni sindacali, a Cerveteri non si è compreso che si tratta di avviare un cambiamento atteso da anni da cittadini, utenti dei servizi e operatori». Il cuore della questione, secondo i firmatari, è strutturale e facilmente comprensibile anche a chi non ha competenze tecniche specifiche. Ogni tre anni, infatti, i servizi sociali dei singoli Comuni si trovano a gestire, con lo stesso personale, una popolazione che di fatto raddoppia, includendo anche quella del Comune limitrofo. «Il risultato – sottolineano – è l’insufficienza e l’inadeguatezza delle attività tecniche e amministrative, nonostante il fortissimo impegno del personale, il tutto a discapito dei cittadini». Un sistema che produce anche effetti paradossali sulla gestione delle risorse economiche: una parte dei fondi regionali o statali viene spesa in ritardo o addirittura non utilizzata dal Comune capofila di turno, per poi essere trasferita all’altro Comune al cambio di gestione. Un passaggio complesso, che richiede tempo e che può interrompere l’erogazione dei servizi. «Un meccanismo contrario a ogni principio di amministrazione razionale – denunciano – che nel lungo periodo può portare a una riduzione dei fondi, poiché la Regione potrebbe erogarli in base alla capacità di spesa o addirittura commissariare il Distretto». Da qui l’accusa diretta: «Chi ha impedito a Cerveteri di approvare lo statuto del Consorzio si è presa integralmente la responsabilità di questi problemi, che ricadono purtroppo su persone fragili, anziani, disabili e famiglie in difficoltà». Secondo i firmatari, qualsiasi giustificazione, anche se parzialmente fondata, rischia di bloccare un processo di cambiamento ritenuto indispensabile. L’appello è quindi a un “responsabile ripensamento” che consenta di avviare il Consorzio già nel corso di quest’anno, anche alla luce del sostegno regionale pari a 100mila euro. Un sostegno che, però, arriva dopo una perdita già subita: «Purtroppo – evidenziano – sono già andati persi 80mila euro relativi al 2025». Infine, la disponibilità al confronto: se la costituzione del Consorzio sarà intesa come l’inizio di un processo di innovazione da monitorare nel tempo, nulla impedirà di tornare successivamente nei Consigli comunali per apportare eventuali modifiche allo statuto. Il documento è firmato dalle associazioni Piccolo Fiore APS/Ets, Nuove Frontiere APS/Ets, Animo, Libera – Presidio Cerveteri-Ladispoli, Centro Solidarietà Cerveteri, Volontari Ospedalieri di Ladispoli e Cerveteri, UDI gruppo Nilde Iotti, Scuolambiente Odv-Ets e dalla Spicgil – Lega Civitavecchia. Un fronte ampio che chiede all’amministrazione di Cerveteri di non perdere altro tempo e di sbloccare un percorso ritenuto cruciale per il futuro del welfare locale.

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