mercoledì, Febbraio 4, 2026

La Chiesa di Santa Marina, gioiello medievale nascosto nel cimitero di Ardea

Nel cuore del cimitero comunale di Ardea sorge uno dei luoghi più affascinanti e meno conosciuti del patrimonio storico locale: la Chiesa di Santa Marina, piccolo edificio sacro che racchiude secoli di storia, arte e devozione popolare. La sua costruzione viene fatta risalire al XII secolo e, secondo la tradizione, sarebbe legata alla figura di Cencio Savelli, divenuto papa nel 1216 con il nome di Onorio III. Un indizio prezioso a sostegno di questa attribuzione è rappresentato dall’incisione posta sotto l’architrave del portale d’ingresso: «L’eccelso Cencio, in quel tempo cancelliere di Roma, donò questa porta a la Vergine Marina». Un’iscrizione che collega direttamente l’edificio al futuro pontefice e ne testimonia l’antica importanza. La chiesa fu edificata accanto a una preesistente tomba romana del IV secolo, scavata interamente nel tufo e oggi accessibile soltanto dall’interno dell’edificio religioso. Questo particolare rende il complesso un raro esempio di continuità tra architettura romana e culto medievale. Sul lato destro si nota inoltre una torre difensiva, appoggiata a un muro di cinta di epoca romana, ulteriore testimonianza delle stratificazioni storiche che caratterizzano l’area. Originariamente la struttura era preceduta da un piccolo portico, del quale restano solo alcune arcate perpendicolari alla facciata e deboli tracce di affreschi. La facciata è sormontata da un semplice ma suggestivo campanile a vela, posto all’incrocio delle due falde del tetto. L’interno, a navata unica, è scandito da tre coppie di pilastri addossati alle pareti che sostengono la copertura a capanna. Dietro il presbiterio si apre un ingresso arcuato che conduce alla cosiddetta cella tricora, ambiente dalla forte suggestione architettonica. Qui la copertura è costituita da una volta a botte con decorazioni in stucco a cassettoni. Secondo alcune ipotesi degli studiosi, questo spazio potrebbe essere stato in origine un sepolcro romano del III-IV secolo, successivamente riadattato a luogo di culto nel XII secolo, quando si diffuse la credenza popolare che la grotta fosse stata abitata dalla stessa Santa Marina. Nella nicchia centrale è ancora visibile un prezioso affresco che raffigura la santa vestita da monaco, con un libro nella mano sinistra: un’immagine carica di significato religioso e storico. All’interno della chiesa sopravvivono altre tracce di decorazioni pittoriche, purtroppo fortemente compromesse dal tempo. I bombardamenti della Seconda guerra mondiale provocarono gravi danni all’edificio, cui seguirono interventi di restauro che, però, non sono mai stati ripetuti. Oggi l’umidità e l’esposizione alla luce stanno progressivamente deteriorando ciò che resta di questo patrimonio artistico. La Chiesa di Santa Marina rappresenta dunque un tassello fondamentale della storia di Ardea, un luogo che meriterebbe maggiore attenzione e un intervento urgente di tutela e valorizzazione. Un bene culturale di straordinario valore che rischia di andare perduto, ma che potrebbe invece tornare a essere un punto di riferimento per la memoria e l’identità del territorio.

Articoli correlati

Ultimi articoli