In una delle scenografie più belle al mondo, inerpicata tra Colosseo e Arco di Costantino, via di San Bonaventura è una via storica e panoramica dove il tempo si è fermato. Recentemente riqualificata da Roma Capitale in occasione del Giubileo, la strada pedonale che risale il colle Palatino è immersa nella quiete, lontana dai suoni della città. Via di San Bonaventura ha ritrovato un aspetto simile all’originario dopo l’intervento di rimozione dell’asfalto e la posa di circa 150mila sanpietrini – su una lunghezza di circa 300 metri. Un intervento che ne ha valorizzato il valore storico e culturale. Il percorso pedonale inizia dall’antica via Sacra, ad accesso libero, nel cuore del Parco Archeologico del Colosseo. Fiancheggiando i Fori si sale in passeggiata in questa strada stretta tra antiche mura romane che offre scorci mozzafiato sulla città lasciandosi alle spalle la folla dei turisti. Indimenticabili gli affacci panoramici – Fori Romani, Colosseo, cupole romane – di un tracciato che si snoda attraverso strati di storia romana, con resti di edifici e insediamenti che testimoniano l’evoluzione del Palatino nel corso dei secoli. Lungo il percorso si aprono portali storici e pittoreschi come l’ingresso alla Chiesa di San Sebastiano al Palatino edificata sull’antico Tempio di Elagabalo. Prima di raggiungere la Chiesa di San Bonaventura che da il nome alla via e dove la strada termina si incontrano una serie di edicole sacre che rappresentano la via crucis. Le edicole della Via Crucis che risalgono al XVIII secolo, furono volute da San Leonardo da Porto Maurizio. Questi fu uno dei massimi promotori del rito che ricorda il cammino di Gesù con la croce verso il Calvario e la crocifissione. Originariamente dipinte, le immagini custodite nelle edicole furono sostituite nella seconda metà del 1700 da altre in terracotta più resistenti alle intemperie. Una targa posta all’inizio della sequenza spiega che – come stabilì Papa Clemente XII – chiunque pratichi “il sacrosanto esercizio della Via Crucis guadagnerà le stesse indulgenze come se personalmente visitasse le stazioni della Via Crucis di Gerusalemme”. Infine, si giunge all’ingresso della Chiesa di San Bonaventura che fu eretta nel XVII secolo, insieme a un convento francescano, per volere del cardinale Francesco Barberini. Edificata su una cisterna dell’Acquedotto Claudio, la costruzione era abitata già nel 1677 dai primi 25 religiosi. Le due ultime edicole della Via Crucis ne incorniciano la semplice facciata.






