Una serata intensa, carica di emozioni e di significato storico, che ha trasformato la Sala Ruspoli in un luogo di memoria condivisa. Venerdì scorso la città ha voluto rendere omaggio alle vittime delle Foibe e all’esodo giuliano-dalmata con un incontro pubblico partecipato, promosso per non dimenticare «una delle pagine più dolorose e a lungo rimosse della nostra storia nazionale». A sottolineare l’importanza dell’iniziativa è stato il consigliere comunale Salvatore Orsomando, tra i promotori dell’evento: «È stato un appuntamento che ha elevato culturalmente la nostra città. Parlare di Foibe significa fare i conti con la storia, ascoltare testimonianze, comprendere quanto accaduto senza pregiudizi ideologici. Cerveteri ha dimostrato grande sensibilità». La sala era gremita di cittadini, studenti e rappresentanti istituzionali. Presenti anche diversi esponenti politici, tra cui delegati della Regione Lazio, a conferma del valore non solo locale ma anche istituzionale della commemorazione. Nel corso della serata si sono alternati interventi, letture e racconti che hanno ricostruito il dramma vissuto dalle popolazioni italiane dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia tra il 1943 e il 1947: migliaia di persone uccise e gettate nelle cavità carsiche, e oltre 300mila costrette ad abbandonare le proprie case per fuggire dalla persecuzione. Particolarmente toccanti le testimonianze di familiari degli esuli e di studiosi che hanno ripercorso quei fatti con rigore storico e grande umanità. Momenti che hanno suscitato commozione tra il pubblico, soprattutto quando sono state lette lettere e ricordi di chi visse in prima persona quella tragedia. «Ricordare non significa dividere – ha proseguito Orsomando – ma costruire consapevolezza. Per troppo tempo questa vicenda è stata ignorata o minimizzata. Oggi abbiamo il dovere morale di tramandarla alle nuove generazioni, affinché simili orrori non si ripetano mai più». L’evento si inserisce nelle iniziative legate al Giorno del Ricordo, istituito a livello nazionale per commemorare le vittime delle Foibe e l’esodo degli italiani dai territori orientali. Un tema ancora poco conosciuto, che appuntamenti come quello di Cerveteri contribuiscono a riportare al centro dell’attenzione pubblica. Molti i cittadini che al termine della serata hanno espresso apprezzamento per l’organizzazione e per il clima di rispetto che ha caratterizzato l’incontro. «È stato un momento importante per tutta la comunità», hanno commentato alcuni presenti. La commemorazione in Sala Ruspoli ha dunque rappresentato non solo un atto dovuto verso la memoria storica, ma anche un’occasione di crescita civile per Cerveteri. Un segnale chiaro della volontà di guardare al passato con onestà, per costruire un futuro fondato su verità, dialogo e riconciliazione.






